Conte a rischio capolinea. Governo tecnico a settembre?

Il Presidente del Consiglio si "gioca" tutto in Europa. Intanto si profilano le manovre interne per un ritorno di Draghi?

Fino ad ora, il Presidente del Consiglio Conte è sempre riuscito a “schivare” l’ostacolo riuscendo, non senza difficoltà, a uscire – in un modo o nell’altro – dal fuoco di fila delle varie criticità incontrate nei mesi sul cammino. Nato più per necessità che per affinità, il Governo targato PD-M5s ha più volte traballato e c’è chi parla di rischio capolinea già a settembre con i tecnici che scaldano i motori.

La difficile gestione della pandemia non ha giocato a favore del Conte-Bis, finito nel mirino degli scontenti e la popolarità sia del Premier che dell’esecutivo inizia a perdere colpi. Soprattutto calcolando che dovrà fare i conti anche con il fuoco amico di Matteo Renzi, che non perde occasione per rivelarsi una vera spina nel fianco.

Ultima, solo in ordine di tempo, la scelta di non far partecipare i senatori di Italia Viva al voto in giunta sul destino processuale di Matteo Salvini sul caso Open Arms, che sembrerebbe non essere stata messa in conto da Palazzo Chigi. Numericamente, i renziani non sono stati determinanti, ma ancora una volta hanno preso le distanze dal Governo. Per ora, in partite non decisive.

Secondo molti, però, i due “Matteo” stanno già preparando il terreno per uno scherzetto a Conte. Altro indizio la recente vicenda della commissione d’inchiesta sulla sanità in Lombardia, con il centrodestra che ha votato come Presidente Patrizia Baffi di Italia Viva, scatenando le proteste di PD, e il Movimento 5 Stelle, che spingeva per il dem Scandella.

Insomma, se negare ora – nel momento dell’emergenza – il sostegno al Governo potrebbe rivelarsi un boomerang per Renzi, una volta archiviata la fase più critica potrebbe farsi strada l’idea di un governo tecnico, guidato da Mario Draghi, una figura che mette tutti d’accordo, con il Presidente della Repubblica Mattarella che non opporrebbe resistenza.

Seppur sempre meno, il Presidente del Consiglio, però, venderà cara la pelle e ha ancora qualche freccia al suo arco. In quest’ottica, si avvia ad essere decisiva la partita che si giocherà in Europa, con l’Italia sempre più stretta tra Mes e Recovery Fund. Se dovesse tornare a casa con una “sconfitta”, o con un risultato poco soddisfacente, il Conte bis sarebbe, con grande probabilità, ai titoli di coda.

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