Consiglio europeo, ultime notizie da Bruxelles: i nodi sul tavolo che cambieranno l’Ue

Le comunicazioni saranno limitate a una dichiarazione del presidente del Consiglio europeo Charles Michel. Ma tutto è ancora da decidere

Mentre è in corso la videoconferenza dei leader europei iniziata poco dopo le 15, la quarta dopo l’avvio della fase emergenziale e la più importante da quando esiste l’euro probabilmente, solo una cosa al momento è certa: alla fine, non ci saranno conclusioni congiunte scritte.

Le comunicazioni saranno limitate a una dichiarazione del presidente del Consiglio europeo Charles Michel, per facilitare i lavori e spianare la strada verso possibili convergenze, soprattutto sul Recovery fund lanciato dalla Francia da attivare nei prossimi mesi. In collegamento ci sono anche i presidenti della Commissione europea Ursula von der Leyen, dell’Eurogruppo Mario Centeno, della Bce Christine Lagarde e l’Alto rappresentante Josep Borrell.

Recovery Fund come grants e non come prestiti

Il ministro dell’Economia Gualtieri ha continuato a ribadire – e l’ha fatto anche in un’intervista rilasciata al Financial Times – che è “necessario” che i soldi agli Stati non pesino sul debito pubblico. Per questo motivo l’Italia, tra le economie e i Paesi più colpiti dal Covid, intende chiedere che i fondi siano distribuiti come grants e non come prestiti.

L’ammontare delle risorse prese a prestito dal Fondo sul mercato dovrebbe essere almeno fra 1.000 e 1.500 miliardi tramite l’emissione di titoli a scadenza perpetua o molto lunga. Il ministro ribadisce anche che “non stiamo parlando di mutualizzazione dei debiti esistenti, ma del modo più efficiente ed efficace di contrastare con mezzi comuni una sfida comune che è straordinaria e senza precedenti”.

Ma quali sono i principali dossier che i leader europei stanno discutendo? Come riassume bene l’Agi, eccoli:

Recovery Fund

Il Recovery Fund è il cosiddetto Fondo per la ripresa, che è il vero cuore del dibattito di stasera, ma non è per niente chiaro né cosa debba essere né come debba essere finanziato. In proposito circolano più piani.

La Francia ha una proposta del valore di 1.000 miliardi di euro, che non richiederebbe la condivisione del debito ma una condivisione del rischio del debito solo in futuro, ipotesi osteggiata dal Paesi del Nord, Olanda in testa. Qualcuno lo chiama Ursula Fund, rifacendosi al piano di von der Leyen per traformare il Mff, il bilancio comunitario, nel pilastro del Recovery Fund. La Spagna ha presentato una proposta che implicherebbe 1.500 miliardi di euro di sovvenzioni per superare l’emergenza Covid. La commissione ipotizza l’idea di uno “strumento di recupero” che valga ben oltre 1.000 miliardi di euro, come parte del suo riavvio del Mff.

L’idea alla base del fondo è di mettere un po’ di potenza collettiva nella ripresa, per aiutare in particolare gli Stati membri con le finanze pubbliche più in bilico. In assenza di un aiuto esterno, la paura è che molti di questi Stati a Sud e a Est non abbiano capacità sufficiente per investire, mentre gli stati del Nord si rimettono in piedi.

Coronabond

I Coronabond li voleva l’Italia, ma anche diversi altri Paesi del Sud: una massiccia vendita di obbligazioni comuni sostenute da Stati membri dell’Ue che avrebbero sostenuto la ripresa post emergenza sanitaria. Ma l’ostruzione degli Stati del Nord Europa è stata tale che non passeranno molto probabilmente.

Il punto chiave di stasera sarà capire se il denaro raccolto dalla Commissione verrà prestato agli Stati membri o se parte di esso potrà invece essere erogato come sovvenzioni, una formula che ai Paesi del Nord non piace affatto.

Mes (Meccanismo europeo di stabilità)

Il Mes è il fondo di salvataggio dell’Eurozona istituito nella sua ultima grande crisi nel 2012. Quello usato per il salvataggio della Grecia per intenderci.

L’Eurogruppo ha deciso che i Paesi potrebbero attingere dal Mes per un valore pari al 2% del loro Pil, impiegando questi soldi per spese sanitarie dirette e indirette, senza ulteriori condizioni. L’Italia, però dice no.

Pandemic Emergency Purchase Programme (PEPP)

Il Peep è il bazooka lanciato dalla Bce, un programma di acquisti di titoli di Stato, quantificato in 750 miliardi di euro. Si tratta di un programma che sarà attivo almeno fino alla fine dell’anno, e comunque fino a quando il consiglio direttivo della Bce non riterrà che l’emergenza Covid-19 sia definitivamente superata.

Grazie al nuovo piano l’istituto non dovrà rispettare la soglia del 33% per i titoli di Stato e del 50% per quanto riguarda i titoli sovranazionali che fino a ieri aveva vincolato gli acquisti sugli asset pubblici. Le novità introdotte dal nuovo Qe ampliano la libertà di azione della Bce che da oggi arriva anche nel settore dei titoli di Stato e dei titoli emessi da Bei e del Mes, nonchè dei titoli junk.

La disposizione, che resterà in vigore fino a settembre del 2021, è stata adottata per far fronte a eventuali ‘downgrade’ legati alla crisi economica. Accettati fino a due livelli inferiori a BBB-. Inoltre, nel caso in cui ci dovesse essere l’emissione di Eurobond, nessuno potrebbe vietare all’Eurotower di sottoscrivere l’importo anche al 100%.

Mff

Mff è l’acronimo inglese di Multiannual financial framework: è il Piano finanziario pluriennale, il bilancio comunitario di fatto, che ha una durata di sette anni e vale circa 1000 miliardi di euro. Prevede le grandi voci di spesa.

Quello attualmente in vigore corre dal 2014 al 2020. Normalmente, ogni anno, Consiglio e Parlamento si mettono d’accordo, in base a una proposta della Commissione europea, sul bilancio annuale per l’anno successivo. Quest’anno la commissione di Ursula von der Leyen suggerisce una riscrittura totale del piano, per renderlo, a partire dal 2021, il motore della ricostruzione economica europea.

Questo implica però un ampliamento del mandato della Commissione Ue, che le consenta di aumentare la sua capacità di indebitamento sui mercati al fine di costituire un fondo di recupero. Tuttavia, non tutti i Paesi membri concordano con questa proposta. In particolare, gli stati del Sud, Italia e Francia incluse, preferirebbero che il fondo di risanamento passasse al di fuori del Mff, soprattutto perché ciò consentirebbe un’intesa più rapida.

Bond perpetui

Sono strumenti di debito che non prevedono una data fissa per il rimborso. Fanno parte della proposta della Spagna, che ha chiesto l’istituzione di un grande fondo Ue fino a 1.500 miliardi di euro finanziato con debito perpetuo, che verrebbe distribuito sotto forma di trasferimenti – e non di debito – tra i Paesi più colpiti dalla crisi.

Il fondo dovrebbe essere finanziato attraverso debiti irredimibili, cioè a fondo perduto, che dovrebbero essere coperti da una parte del bilancio Ue. Il debito perpetuo allevierebbe una parte dell’onere di rimborso per i Paesi meridionali dell’Europa, cosa che evidentemente non va giù ai Paesi del Nord.

Spv (Special Purpose Vehicle)

Il Veicolo per Uso Speciale non è chiarissimo cosa sia. La Francia vorrebbe un Spv da 1000 miliardi che dovrebbe erogare sovvenzioni senza vincoli giuridici e politici che derivano dalla negoziazione di uno strumento che fa parte del bilancio dell’UE. Quasi nulle le possibilità che passi.

Fondi di coesione

Sono prestiti per lo sviluppo che vengono erogati alle regioni più povere d’Europa dal bilancio dell’Ue. Tradizionalmente i principali beneficiari sono Polonia e Ungheria.

Bruxelles vorrebbe rielaborare alcune regole su come erogare questi prestiti cash nei primi due anni del prossimo bilancio (2021-22) in modo che possano essere utilizzati dalle economie che hanno maggiormente subito l’impatto del Covid.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Consiglio europeo, ultime notizie da Bruxelles: i nodi sul tavolo che ...