Colao: “Ripartire in sicurezza, per Fase 2 screening e App tracing”

Sarà necessaria, evidenzia la Task force di Colao, anche “un’uniformità su scala nazionale nella gestione di informazioni e dati sul rischio medico sanitario”

(Teleborsa) – Ripartire in sicurezza organizzando da subito per la Fase 2 screening estesi, App per il contact tracing, incentivi alla mobilità dolce e misure per le famiglie.

Sono le indicazioni arrivate da Vittorio Colao, a capo del Comitato Economico Sociale voluto dal governo per gestire la riapertura del Paese ancora alle prese con l’emergenza sanitaria Covid-19.

“Il primo passo per avviare l’Italia alla fase 2” è “ripartire con decisione ma in sicurezza” che è “la priorità di tutti gli Italiani”. Il Gruppo di lavoro, che riprenderà a riunirsi “in settimana”, “svilupperà un sistema integrato di raccomandazioni alla Presidenza del Consiglio riguardo alle priorità di interventi economico-sociali del Paese per la Fase 2”.

La task force è dunque al lavoro per “elaborare e proporre al Presidente del Consiglio una serie misure necessarie per l’emergenza epidemiologica Covid-19 e per la ripresa graduale nei diversi settori delle attività sociali, economiche e produttive” che, al momento, con la riapertura del 4 maggio di manifattura, edilizia e servizi all’impresa riguarda circa 4,5 milioni di lavoratori.

Il Comitato ha inoltre avanzato una serie di raccomandazioni specifiche riguardanti le diverse attività necessarie per applicare il ‘modello’ elaborato quali uso di estensivi screening, rapida adozione della tecnologia per il tracing (“APP nazionale”), interventi a supporto di famiglie e individui, incentivi alla mobilità individuale sostenibile“, specifica un comunicato emesso dalla task force.

Tra le raccomandazioni al governo c’è anche “un’attenzione particolare alla necessità di raggiungere rapidamente un’uniformità su scala nazionale nella gestione di informazioni e dati sul rischio medico sanitario e una tempestiva condivisione dei dati tra Regioni e CTS/Ministero della Salute”.

“Una continua e tempestiva valutazione dello stato dell’epidemia” viene infatti spiegato, serve “al fine di valutare la necessità di nuove chiusure totali o parziali al livello territoriale rilevante”.

 

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