CoContest: la startup che ti aiuta a ristrutturare casa al prezzo più basso

Una community di 20.000 designer per ristruttrutturare casa al miglior prezzo

Un primato ce l’hanno già i ragazzi di CoContest: la loro è la prima startup oggetto di un’interrogazione parlamentare

Che cosa hanno fatto di tanto sconveniente? Hanno creato una piattaforma dove chi deve sistemare una casa o un ufficio può lanciare la sua richiesta e aspettare che arrivino le proposte di ristrutturazione degli spazi e di arredo.

L’idea è di due fratelli,  Filippo e Federico Schiano di Pepe, che con un amico, Alessandro Rossi, nel 2012 si domandano: perchè chi ha bisogno di un progetto per casa o l’ufficio non può fare come le grandi aziende che decidono la somma da stanziare e chiamano diversi fornitori a fare la loro proposta? E’ quello che succede su CoContest dove ci sono circa 20mila designer e architetti in ogni parte del mondo pronti a rispondere ai “contest”, alle gare, lanciate da chi si è registrato sul sito. Il modello è quello del crowdsourcing, che viene utilizzato ormai da diverse startup e di cui abbiamo già parlato in questa rubrica raccontando la storia di PetMe: la risposta a una domanda può essere ovunque e può essere facilmente trovata via web.

Ed è proprio questo che ha provocato la reazione di un gruppo trasversale di deputati-architetti che hanno firmato l’interrogazione parlamentare, accusando la startup di concorrenza sleale.

Qui puoi vedere la video intervista con la prima firmataria dell’interrogazione parlamentare.

I ragazzi di CoContest non sembrano preoccupati. “L’innovazione non ha bisogno di permessi”, ha risposto Alessandro Rossi, che adesso è l’amministratore delegato. Naturalmente all’estero non trovano alcuna difficoltà, anzi. Hanno raccolto 200mila dollari in fase di creazione della società, ne hanno ricevuti altri 40mila partecipando a Startup Chile, il programma di sostegno per le nuove imprese del governo latinoamericano, e adesso si trovano a Mountain View, in Silicon Valley, a pochi chilometri della sede di Google. Sono stati accolti dall’acceleratore 500Startups, dove per quattro mesi saranno appunto affiancati nel percorso di crescita e sostenuti con un finanziamento di 100mila dollari per svilupparsi sul mercato americano e mettere i contatti i potenziali clienti di quella grande area e i designer europei.

Qui puoi vedere la video intervista con la prima firmataria dell’interrogazione parlamentare.

Nel mirino degli architetti italiani è finita CoContest ma l’offerta di designer online è ormai globale: ci sono gli americani di Houzz e gli spagnoli di Habitissimo che sono già attivi anche in Italia. Strano quindi che CoContest trovi sostegno negli Stati Uniti e ostacoli in casa propria.

A cura di Giovanni Iozzia
Giornalista e consulente editoriale

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