Nuovo iscritto al Pd e figlio d’arte: il profilo di Carlo Calenda

Iscrittosi al Pd per "lanciare un segnale", Carlo Calenda è figlio di un economista e di una regista: ecco il suo curriculum e le sue dichiarazioni.

Carlo Calenda, da poco iscritto al Pd, non le manda a dire: «Se il Pd si allea con il M5S, il mio sarà il tesseramento più breve della storia dei partiti politici», ha twittato. Perché è proprio Twitter, il social network preferito da colui che, dall’11 marzo 2016, è il Ministro dello Sviluppo Economico: prima con il governo Renzi (dall’11 marzo al 7 dicembre 2016), poi con il governo Gentiloni (dal 12 dicembre 2016).

In attesa di scoprire quale ruolo avrà con il nuovo governo, che ancora non si sa chi vedrà a capo ma che sicuramente visti i risultati delle elezioni non sarà più guidato dal Pd, Carlo Calenda si è pronunciato in merito ad una eventuale alleanza tra il suo nuovo partito e il Movimento 5 Stelle, più volte chiacchierata in questi giorni. «Si può ripartire solo se lo si fa insieme. Ultima cosa di cui abbiamo bisogno è arrocco da un lato e desiderio di resa dei conti dall’altro. Ridefinire il nostro messaggio al Paese, riaprire iscrizioni e tenersi lontano da M5S», aveva scritto solamente qualche giorno fa, sempre via Twitter, confortando gli elettori del partito: un leader il Pd ce l’ha, ed è Paolo Gentiloni.

Classe 1973 e papà di quattro bambini, Carlo Calenda è un figlio d’arte: suo padre è Fabio Calenda, economista, sua madre la regista Cristina Comencini. Laureato in Giurisprudenza, con indirizzo in Diritto Internazionale, da ragazzino ha esordito nel cinema, partecipando (nel 1984) allo sceneggiato “Cuore”, diretto dal nonno Luigi Comencini. Intrapresa la carriera economica e politica, dal 2004 al 2008 è stato l’assistente dell’allora Presidente di Confindustria Luca Cordero di Montezemolo, e il responsabile degli affari internazionali; nominato Viceministro dello Sviluppo Economico per il governo Letta,  con delega sulle politiche per l’internazionalizzazione e il commercio internazionale, dal 2013 siede in Parlamento. Renzi, in seguito, gli ha affidato anche la responsabilità per l’attrazione degli investimenti esteri e la regia delle attività dell‘ICE – Italtrade.

Oggi, che è a tutti gli effetti un membro del Pd, Carlo Calenda dichiara di non avere alcuna intenzione di fare l’anti-Renzi, né tantomeno di candidarsi per il ruolo di segretario del partito. Perché si è iscritto al Pd? Per dare un segnale: se il Pd non recupera, l’Italia è a rischio, ha dichiarato nel corso di un’intervista a “Otto e mezzo”.

 

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