Centri commerciali, sempre più clienti ci vanno di domenica (nonostante tutto)

Rinviata la legge sulle chiusure domenicali, perché è un tema troppo divisivo

Centri commerciali chiusi la domenica? Il provvedimento che era stato annunciato con enfasi dal Movimento 5 Stelle potrebbe non essere più approvato. L’iter della legge, infatti, procede a rilento.

Il testo è fermo in Commissione Attività produttive alla Camera, dove è in corso il secondo ciclo di audizioni. Era stato presentato lo scorso febbraio e prevede la chiusura dei centri commerciali per almeno 26 domeniche all’anno su 52 e nei 12 giorni di festività nazionali, per i quali sono previste solo 4 deroghe su decisione delle regioni. La legge lascia invece aperti i negozi di vicinato e dei centri storici, così come gli esercizi commerciali per la vendita di auto e arredamenti.

Fonti della Lega hanno fatto sapere che quello della chiusura dei centri commerciali alla domenica “è un tema troppo divisivo” e l’approvazione della legge non sarebbe all’ordine del giorno. Sembra che il leader Matteo Salvini abbia chiesto ai suoi di rallentarne l’iter e non sarebbero più tanto convinti nemmeno ai vertici del Movimento 5 Stelle, che pure aveva fatto delle chiusure domenicali il suo cavallo di battaglia.

A suggerire cautela arrivano i dati sul giro d’affari dei centri commerciali durante il weekend e soprattutto sulla loro frequentazione da parte dei consumatori. Secondo uno studio di Nomisma, “Industry dei Poli Commerciali in Italia. Tra filiera e ruolo sociale”, commissionato dal Consiglio nazionale dei centri commerciali, circa un italiano su tre (il 32%) va al centro commerciale di domenica, non solo per fare acquisti, ma anche per fruire degli altri servizi legati agli eventi e all’intrattenimento. I centri commerciali sono diventati luoghi di socializzazione e aggregazione, dove si va con la famiglia e con gli amici per trascorrere il tempo libero (per l’83% dei frequentatori abituali). Il 69% degli italiani è andato al centro commerciale anche durante le vacanze.

Il 38% degli utenti, inoltre, frequenta i ristoranti, le pizzerie e i fast-food situati all’interno dei centri commerciali. Numerosi anche coloro che vanno all’outlet di domenica, per il 42% è addirittura la motivazione principale per organizzare un viaggio o la gita di una giornata. Come rileva lo studio di Nomisma, il centro commerciale è vissuto come luogo di socializzazione soprattutto dai millennials, dalle persone che vivono al Sud e da coloro che hanno redditi bassi.

Per quanto riguarda il giro d’affari, i centri commerciali generano, tra attività diretta e indotto, più di 139 milioni di euro e 780 mila posti di lavoro. Nel 2018, le 1.254 strutture presenti in Italia (1.020 centri commerciali, 181 parchi commerciali, 30 outlet center, 23 leisure center) hanno fatturato 71,6 miliardi di euro (al netto di Iva), pari al 4% del Pil italiano, hanno occupato 587.000 lavoratori e dato un contribuito al gettito fiscale per 27,8 miliardi di euro. Il 40% del fatturato dei centri commerciali è prodotto durante il weekend, di cui il 18,4% alla domenica e nei giorni festivi. Tutti numeri che potrebbero far ripensare il provvedimento sulla chiusura domenicale.

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