Caso Siri rinviato. Salvini: “Conte non sia giudice”

Molto probabile che l'incontro con il sottosegretario Siri non avvenga lunedì ma nei giorni successivi

Il premier Giuseppe Conte “confida” di poter incontrare lunedì, al suo rientro dal viaggio in Cina, il sottosegretario alle Infrastrutture Armando Siri, indagato per corruzione. Ai giornalisti a Pechino, il presidente del Consiglio ha anticipato: “Domani confido di poter vedere Siri, non ho ancora fissato l’incontro ma domani sicuramente sarà il primo giorno utile per poterlo vedere”. E ancora: “Datemi il tempo di riorganizzare l’agenda per la fase di rientro”.

Fonti di Palazzo Chigi, però, spiegano che il presidente rientrerà da Pechino domenica notte e martedì ripartirà per la Tunisia: è molto probabile dunque che l’incontro con il sottosegretario Siri non avvenga lunedì ma nei giorni successivi.

Sulla vicenda è tornato anche Matteo Salvini: “Non mi basta certo un pezzo di intercettazione estrapolato da un verbale per dire che Siri ha delle responsabilità in questa storia. Me lo deve dire un giudice. Non i giornali”, dichiara.

Quanto al premier Conte, “faceva l’avvocato, non il giudice. Mi rifiuto di vivere in un Paese con 60 milioni di presunti colpevoli. Stanno trattando Siri come il mostro di Firenze, quando nei suoi confronti – sottolinea – non esiste un solo atto concreto. Se Conte me ne presenta uno sono disposto a discuterne”.

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