Scoppia il caso Carlotta Rossignoli: ma in Italia ci si può laureare prima?

Carlotta Rossignoli, che si è laureata in anticipo di un anno, accende i riflettori sulla questione: è possibile anticipare i tempi?

Il caso di Carlotta Rossignoli, la 23enne che si è laureata in anticipo di un anno all’Università Vita-Salute del San Raffaele di Milano, ha attirato su di sé la luce dei riflettori portando da un lato gli applausi di chi vede con orgoglio il traguardo raggiunto dalla giovane e, dall’altro, le critiche dei colleghi di Facoltà che hanno presentato rimostranze per la celerità dell’ottenimento del titolo. Nei confronti di Carlotta si è scatenata una vera e propria bufera social, con sospetti e accuse sulla giovane influencer che ha bruciato le tappe laureandosi con 11 mesi d’anticipo, ma cosa dice la legge italiana in merito?

Il caso di Carlotta Rossignoli

Ad attirare le critiche è la laurea della giovane Carlotta Rossignoli in Medicina, col massimo dei voti e in “soli” cinque anni e 30 giorni. Un traguardo che per alcuni ha dell’incredibile e per altri, che seguono la tesi dell’utopico, ha qualcosa sotto. La 23enne, dopo aver bruciato le tappe a scuola ottenendo la maturità classica in anticipo di un anno, si è ripetuta anche all’università ottenendo la laurea in Medicina in cinque anni e col massimo dei voti (qui vi abbiamo spiegato come riscattare la laurea).

Il suo 110 e lode, con menzione, non ha però fatto piacere ai colleghi di Facoltà che si sono sin da subito interrogati su come la giovane avesse fatto a ottenere il titolo bruciando i tempi senza ricorrere a vie illegali. Tra lezioni, esami, tirocini e una vita sempre impegnata come mostrata sui social, infatti, i colleghi hanno presentato rimostranze sul percorso della 23enne. “Non c’è l’obbligo di frequenza dei corsi?” si chiedono degli studenti, mentre altri sentenziano: “È università privata, basta pagare e puoi fare tutto”.

Carlotta, dal canto suo, si difende: “Non c’è stata alcuna scorciatoia, né agevolazione. È stato detto che ho concluso il percorso accademico in cinque anni, mentre ho sfruttato la prima sessione di laurea disponibile del sesto anno e sono felice del fatto che l’università l’abbia ribadito pubblicamente”. Il Rettore infatti ha sottolineato che la studentessa si è laureata secondo le norme vigenti “previo conseguimento di tutti i crediti formativi previsti e avendo svolto i tirocini obbligatori anticipatamente”.

Cosa dice la legge italiana sulla laurea anticipata

Quanto avvenuto a Milano con la laurea di Carlotta Rossignoli non è però un caso isolato. Infatti, negli ultimi anni, in diversi sono stati gli studenti che hanno concluso anzitempo il percorso universitario, laureandosi in anticipo sui tempi o addirittura ottenendo anni prima la pergamena per meriti. A dir la verità, però, non c’è una norma specifica che regolamenta le tempistiche della laurea e spesso la decisione viene demandata all’università di appartenenza dello studente.

Certo è che per essere ammessi all’esame finale di laurea serve raggiungere obbligatoriamente i crediti formativi richiesti dal corso e, solo in questa circostanza e con tale requisito, è possibile avanzare una richiesta all’Ateneo di riferimento. L’università può quindi accettare o respingere la richiesta, con diversi casi che negli ultimi anni hanno fatto giurisprudenza.

Nel caso di Carlotta Rossignoli la decisione di accorciare i tempi di conseguimento del titolo accademico è arrivata previa consultazione col ministero dell’Università e della Ricerca. Consultazione che è stata richiesta a marzo 2022, con risposta giunta a luglio.