Casaleggio, la voce di un maxi-finanziamento da Philip Morris: qual è la cifra

Un'inchiesta del Riformista accende i riflettori sul rapporto tra il figlio del fondatore del M5S e la multinazionale: cosa sappiamo

Due giorni fa il quotidiano Il Riformista ha analizzato bilanci della Casaleggio Associati, la società diretta da Davide, il figlio del fondatore del M5S, Gianroberto. Sarebbe emerso un maxi-finanziamento di 2,4 milioni di euro in consulenze, dal 2017 all’ottobre 2020, dalla multinazionale americana Philip Morris.

In una nota, il Movimento 5 Stelle si è dichiarato estraneo a “presunte vicende legate all’industria del tabacco”, ricordando che “il M5S sta promuovendo in Parlamento le leggi sul conflitto di interessi e sulla regolamentazione dell’attività del lobbysmo“.

Secondo il partito, nessun senatore pentastellato avrebbe presentato emendamenti che potessero favorire la Philip Morris. L’unico emendamento “incriminato” sarebbe quello del relatore al decreto legge fiscale 2018 che, “è chiaramente frutto delle richieste di maggioranza che in questo caso facevano capo alla Lega”, conclude la nota del Movimento 5 Stelle.

Philip Morris, di cosa si occupa la multinazionale

L’azienda Usa sta passando dalle tradizionali sigarette a quelle elettroniche. Sul Blog delle Stelle, il sito di riferimento e voce del Movimento, proprio nel 2017 (a novembre) si sarebbe iniziata a perorare la causa dell’abbassamento delle tasse per il nuovo tipo di tabacco. Durante la compresenza al governo insieme alla Lega, l’aliquota è stata abbassata.

Inoltre, all’arrivo di un emendamento sul tavolo della maggioranza per chiedere di “implementare stabilmente le prestazioni di assistenza domiciliare integrata o equivalente per i soggetti affetti da malattie croniche, disabili, con disturbi mentali” attraverso il nuovo aumento della tassazione per le sigarette elettroniche, il Movimento si è opposto attraverso l’allora viceministro all’economia, Laura Castelli, e Luigi Marattin di Italia Viva.

Philip Morris durante il governo Renzi

All’inchiesta del Riformista ha risposto Il Fatto Quotidiano, che ha sottolineato come la consulenza di Philip Morris datata 2017 fosse nota dall’ottobre 2019, comunicata proprio dal giornale. Secondo il Fatto, la multinazionale incasserebbe favori fiscali da anni: nel 2016 il governo Renzi avrebbe accordato uno sconto del 50% sull’accisa del tabacco riscaldato nel decreto che riformava il settore.

Pochi mesi prima Renzi si era recato a Bologna per inaugurare lo stabilimento delle Iqos di Philip Morris, 800 posti di lavoro. Tra il 2017 e il 2018, conclude il Fatto, sono state diverse le aziende ad aver siglato contratti di consulenza con la Casaleggio, come Moby e Lottomatica.

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