Caos Recovery, Renzi boccia cabina di regia e inguaia Conte

Il leader di Italia Viva - ancora una volta spina nel fianco del Governo - contesta la formula scelta dal Premier

Doveva essere la panacea di tutti i mali, invece, non solo il Recovery Fund è un treno fermo sui binari dell’Europa, stoppato dal veto di Ungheria e Polonia che si tenterà nelle prossime ore di aggirare, ma rischia di far esplodere l’asticella della tensione per Conte & Company.

La spina nel fianco dell’esecutivo ha un nome e un cognome, quello del leader di IV Matteo Renzi che più volte si è mostrato un alleato poco gestibile, rischiando di far saltare il banco. 

Il Recovery Fund “è l’ultima occasione che abbiamo per progettare il futuro del nostro Paese”. Matteo Renzi, contesta apertamente  la formula della task force scelta da Giuseppe Conte, i cui boccia anche il metodo.

“Per mesi abbiamo ricevuto solo silenzio e task force. Poi all’improvviso il premier comunica che ci saranno dei tecnici a gestire il tutto”, dichiara l’ex premier in un’intervista a La Repubblica. “Penso che la maggioranza debba fare una riflessione seria su cosa fare e su come farlo. A luglio ho chiesto pubblicamente a Conte, in Aula, di avere un dibattito parlamentare su questo tema, anche utilizzando agosto se necessario”.

Renzi boccia la task force

Parole chiare, fin troppo. “Noi siamo contrari a sovrastrutture di centinaia di consulenti che stanno al Recovery Fund come i navigator stanno al reddito di cittadinanza. Il futuro dell’Italia dei prossimi vent’anni non lo scrivono Conte e Casalino nottetempo in uno stanzino di Palazzo Chigi”. Quindi in Consiglio dei ministri Bellanova e Bonetti voteranno contro la proposta di governance avanzata da Conte? “Spero che il Premier si fermi prima di mettere ai voti una scelta non condivisa”.

Lo spazio di mediazione ancora c’è ma la strada è tutta in salita perché Renzi non farà sconti. “Spero, rincara la dose, che Conte voglia caratterizzarsi come politico e non come populista”.

Intanto, il Ministro per il Sud, Giuseppe Provenzano getta acqua sul fuoco: “Conte non può andare in Europa senza un mandato chiaro di una maggioranza parlamentare. Non si tratta in questo caso. Ma credo che tutte le forze politiche stiano capendo”.

Bruxelles aspetta il piano

Intanto, il Commissario all’economia Paolo Gentiloni rispondendo alle domande degli eurodeputati ha sottolineato che “le linee guida del Recovery plan italiano “sono coerenti con l’impostazione Ue ma non abbiamo ricevuto ancora il piano, il governo comincerà a discuterlo oggi a Roma quindi ci potremo pronunciare su aspetti specifici quando lo riceviamo”.

Poi ha precisato che anche molti altri Paesi non hanno ancora presentato il piano di ripresa alla Commissione.

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