Brexit, elezioni USA e seconda ondata: tre incognite sull’economia mondiale

Se il presente è incerto, il futuro lo è ancora di più

Se il presente dell’economia mondiale è incerto, il futuro  lo è ancora di più: tante sono infatti le incognite che potrebbero indirizzarlo in una direzione piuttosto che nell’altra.

Partiamo dalla Brexit : ancora al palo i negoziati sulle relazioni post tra Londra e Bruxelles. In corso il settimo round di colloqui a Bruxelles, l’ultimo previsto prima dell’autunno. Il Regno Unito spera ancora di poter raggiungere un accordo commerciale post-Brexit con l’UE entro il mese prossimo. Lo conferma Downing Street, secondo quanto riferisce la BBC, ma la strada è ancora in salita.

Ancora diversi, infatti, i nodi da sciogliere, ma Londra ha già ampiamente escluso la possibilità di estendere i negoziati oltre dicembre.  l nuovo round negoziale, che inizia oggi per concludersi venerdì, giunge in un’evidente fase di stallo fra Londra e Bruxelles, per stessa ammissione di entrambe le parti.

Più volte, Barnier ha mostrato scetticismo sul raggiungimento di un accordo a breve, ma la speranza è che stavolta possano registrarsi passi in avanti significativi.

Va da sé che il rischio di un’uscita hard è ancora saldamente in sella con annessa bomba innescato da un eventuale addio senza accordo.

C’è poi un’altra data da segnare in rosso sul calendario: il 3 novembre, quando cioè si svolgeranno le elezioni presidenziali negli Stati Uniti. 

“Uniti supereremo questa stagione di tenebre in cui Donald Trump ha ammantato l’America troppo a lungo. Non possiamo dare altri quattro anni a questo presidente che non si assume responsabilità, scarica le colpe sugli altri, divide e semina odio. L’America è a un punto di volta, questa è un’elezione in grado di cambiare le storia, sono in gioco l’anima del Paese, la moralità, la scienza e la democrazia”: Joe Biden non sbaglia il discorso della sua vita, dopo aver accettato alla convention dem “con grande onore e umiltà'” una nomination alla Casa Bianca che inseguiva da 33 anni, quando corse per la prima volta. Un discorso che suggella quasi mezzo secolo di carriera politica iniziata quando fu eletto ad appena 29 anni senatore del Delaware, incarico mantenuto per 36 anni prima di passare alla Casa Bianca come vicepresidente di Barack Obama per due mandati.

Dovrà vedersela con Donald Trump, uscito con le ossa rotte dalla gestione della pandemia negli Usa che potrebbe costargli davvero caro, con la riconferma alla Casa Bianca in bilico. Ma il Tycoon è l’uomo delle sorprese e c’è chi è pronto a puntare su un ribaltone dell’ultimo secondo.
Chi la spunterà?

Ma la partita più delicata è quella che il mondo sta fronteggiando contro il virus che continua a marciare a passo sostenuto. Lo dicono i numeri da record in Francia e Germania e la risalita della curva dei contagi anche in Italia. Una eventuale seconda ondata è uno scenario che nessuno può confermare né tantomeno escludere. Al momento tutti escludono un nuovo lockdown ma qualora la situazione dovesse drammaticamente sfuggire di mano e si rendesse necessario sarebbe il colpo di grazia per molte economie già in grande sofferenza.

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