Brexit, corsa contro il tempo: No Deal allunga il passo

"E' il momento della verità", dice Barnier. Nel frattempo si allontana la speranza di un accordo per un'uscita ordinata del Regno Unito.

Nelle scorse ore sembrava finalmente essersi aperto uno squarcio di luce nel buio più profondo che domina le trattative post Brexit ormai da mesi.  “Progressi incoraggianti”, erano stati definiti, sottolineando che restano da superare ancora alcuni ostacoli.

Intanto, le lancette corrono sull’orologio e i nodi continuano a restare tali.

“E’ il momento della verità, resta poco tempo, qualche ora utile nei negoziati per garantire l’entrata in vigore dell’accordo il 1 gennaio. Come ha detto von der Leyen la possibilità di un accordo c’è, ma il cammino è molto stretto, quindi dobbiamo prendere decisioni e ognuno deve assumersi le sue responsabilità. Io mi assumerò la mia nel rispetto del mandato dei 27″:  queste le parole del capo negoziatore per la Ue Michel Barnier al Parlamento Ue, ricordando che “sono stati i britannici a fissare un termine stretto per l’uscita, hanno rifiutato ogni proroga del periodo di transizione” che la Ue aveva proposto a giugno.

NON A TUTTI I COSTI – Il messaggio è chiaro ed è stato ribadito più volte in questi mesi. “Vogliamo un accordo, ma non sarà un accordo a tutti i costi, non so quale sarà l’esito di questa ultima fase di negoziati. Stiamo cercando di trovare un accordo sulla pesca, non siamo sicuri che ce la faremo se nessuno fa un passo avanti ha aggiunto Barnier, parlando al Parlamento Ue. “Per questo siamo pronti a ogni scenario, e abbiamo preparato le misure d’emergenza per essere pronti a un ‘no deal'”

Segnali di pessimismo anche sponda Londra. Un fallimento dei negoziati è “probabile senza un cambiamento significativo” di posizione da parte dell’UE. Questo il commento di Londra al termine della telefonata tra il Premier britannico Boris Johnson e la Presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen, per fare il punto sui negoziati sul dopo Brexit, giunti all’ennesimo bivio.

L’ultimatum dell’Europarlamento sui negoziati sul dopo Brexit – accordo entro domenica o niente ratifica prima della scadenza della transizione di fine anno – non sembra spaventare il Governo britannico di Boris Johnson tantomeno smuoverlo dai suoi tatticismi.

La conferma, nelle scorse ore, è arrivata dal portavoce del governo britannico Michael Gove secondo il quale le trattative con Bruxelles potrebbero andare avanti anche “fino a dopo Natale”. Tradotto: per le ratifiche si vedrà, a costo da rinviare l’entrata in vigore dell’eventuale deal di qualche settimana (con un possibile “periodo di grazia“).

NO DEAL SCALPITA –Nel frattempo, col passare delle ore si allontana la speranza di un accordo per un’uscita ordinata del Regno Unito. Sempre Gove ha dichiarato: “Le probabilità di un deal sulle relazioni post-Brexit sono inferiori al 50%”.

Intanto, nella giornata di ieri, sono state adottate dagli eurodeputati misure temporanee per mantenere in funzione il collegamento ferroviario in galleria tra l’Europa continentale e il Regno Unito dopo la fine del periodo di transizione. Il Parlamento Ue ha infatti approvato le norme temporanee con procedura d’urgenza con 684 voti favorevoli (3 contrari, 2 astensioni).

Per evitare l‘interruzione del traffico ferroviario nel tunnel sotto la Manica a partire dal primo gennaio 2021, il Parlamento Ue ha accettato di prorogare temporaneamente le licenze e i certificati di sicurezza per conferire a Francia e Regno Unito il tempo necessario per concludere un accordo bilaterale. La licenza per l’attuale gestione dell’infrastruttura del tunnel rimarrebbe valida per due mesi dopo la fine del periodo di transizione.

 

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