Boris Johnson, indiscrezione bomba: dimissioni a gennaio per Covid?

Futuro del Regno Unito sempre più avvolto nella nebbia

Non solo Brexit e pandemia. A far tremare il Regno Unito, il cui futuro è avvolto in una nube di incertezza,  un’indiscrezione bomba che sta circolando in queste ore.

Il Premier britannico Boris Johnson risultato positivo lo scorso marzo al coronavirus, ricoverato in gravi condizioni in terapia intensiva, sarebbe pronto a dimettersi con il nuovo anno, a causa di problemi persistenti di salute provocati dal virus.

Lo avrebbe detto Humphry Wakefield, suocero di Dominic Cummings, consulente senior del premier, a una donna intervistata dal The Times of London.

Non si è fatta attendere la replica di  Downing Street che ha bollato come prive di fondamento le indiscrezioni di stampa.

BREXIT ANCORA AL PALO -Nel frattempo, altro nulla di fatto (l’ennesimo) dopo il settimo round negoziale tra Londra e Bruxelles. Ancora diversi, infatti, i nodi da sciogliere con Londra che tra l’altro ha già ampiamente escluso la possibilità di estendere i negoziati oltre dicembre.

“Troppo spesso, invece che andare avanti, ho l’impressione che i negoziati stiano andando all’indietro”. Queste le parole di Michel Barnier, capo negoziatore europeo, visibilmente irritato dopo l’ennesima fumata nera. Al termine di una settimana di colloqui, il plenipotenziario della Ue ha accusato la controparte britannica di “sprecare tempo prezioso”. Al momento, conclude Barnier, un accordo commerciale entro il 31 dicembre (la data ultima a dire il vero è ottobre, perchè poi i rispettivi parlamenti devono ratificarlo) rimane “improbabile”.

 

Leggermente più ottimista David Frost, capo della delegazione del Regno Unito, per il quale l’intesa “è ancora possibile” pur ammettendo che “chiaramente non sarà facile raggiungerla”

In un mare di incertezze e incognite una sola certezza: il tempo stringe e secondo molti questo potrebbe costringere le parti a mettere finalmente il turbo così da scongiurare il rischio, sempre più concreto, di arrivare alla fine dell’anno senza un’intesa. Per altri invece ci siamo sempre più pericolosamente dirigendo nella peggiore delle direzioni,  ovvero quella di una Brexit senza deal.

Si continua a trattare: prossima data da cerchiare in rosso sul calendario il 7 settembre a Londra, dove si aprirà l’ottavo meeting tra le due parti. Sarà finalmente quello buono? 

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