Boris Johnson ai saluti, il governo ha i giorni contati

Il governo Johnson perde pezzi: si dimettono i ministri di Finanze e Salute. Ufficialmente per lo scandalo sessuale, in realtà c'è una questione prettamente politica.

Boris Johnson a fine corsa? Secondo le indiscrezioni dalla Gran Bretagna ‘Borja’ rischia seriametne di essere disarcionato nei prossimi giorni. Il ministro delle Finanze Rishi Sunak e quello della salute Sajid Javid si sono dimessi in aperta critica alla gestione del primo ministro conservatore. Ufficialmente per lo scnadalo sessuale che ha coinvonto Chris Pincher, il vice capogruppo conservatore. In realtà pare che dento i Tory la questione sia più prettamente politica.

Le dimissioni

Le clamorose dimissioni di due importanti ministri, arrivano dopo che il premier è stato costretto ad umilianti scuse sulla gestione del caso di Chris Pincher, il vice capogruppo conservatore rimosso dopo che era stato denunciato per aver palpeggiato due uomini in uno storico club di Londra. Johnson ha detto di aver nominato Pincher nel suo incarico dopo essersi “dimenticato” di aver già ricevuto nel 2019 lamentele sul suo comportamento non appropriato.

“Penso sia stato un errore e mi scuso”, ha detto il premier, che già si era dovuto scusare pubblicamente per il partygate, lo scandalo delle feste a Downing street durante il lockdown per il covid.

Le polemiche dimissioni di Javid e Sunak, che appaiono coordinate, hanno scatenato una ridda di illazioni sui chi potranno essere i prossimi ad andar via. Fonti citate dai media, affermano che ministri chiave come Liz Truss (Esteri), Ben Wallace (Difesa) Dominic Raab (vice premier e titolare della Giustizia), e Priti Patel (Interni) intendono rimanere ai loro posti. La ministra della Cultura, Culture Nadine Dorries ha twittato di essere al 100% con Johnson.

Ma intanto il vice capo del partito conservatore, Bin Afolami, ha annunciato le sue dimissioni in diretta tv. E ha sbattuto la porta anche l’inviato per il commercio in Marocco, Andrew Murrison.

Lascia anche il Ministro per l’infanzia

Delle ultime ore l’ultimo duro colp per ‘Borja’: lascia anche il ministro per l’infanzia e la famiglia Will Quince, che aveva difeso a spada tratta il Primo Ministro anche in tv. Le sue dimissioni sono arrivate in mattinata via twitter: “Con grande tristezza e rammarico, questa mattina ho rassegnato le mie dimissioni al primo ministro. Lunedì sera ho dato informazioni ai media che si sono rivelate imprecise. Auguro al mio successo ogni bene”.

Congiura Tory?

Dunque se il ‘casus’ è lo scandalo sessuale, l’obiettivo sembra piuttosto essere quello di una svolta a livello puramente politico. Nel partito conservatore c’è chi mal sopporta Johnson, come del resto dimostra il voto di un mese fa circa in cui il Primo Ministro si è salvato ma ha dovuto incassare la contrarietà di circa il 40% del suo gruppo parlamentare. Johnson resisterà a oltranza, ma se si innescasse una dinamica interna forte, come fu per la Thatcher o per Cameron, difficilmente potrebbe evitare di gettare la spugna. Secondo i bene informati, i Tory non vedono l’ora di rimpiazzarlo proprio col dimissionario cancelliere dello Scacchiere, Rishi Sunak.