Bonus “furbetti”, sindaco delibera e intasca 3mila euro

Un sindaco di un paese della Basilicata ha deliberato un bonus di 3mila a sostegno delle imprese per poi farne richiesta

Il sindaco di Viggiano, in provincia di Potenza, è riuscito a intascare molto più dei soli 600 euro del bonus Inps richiesto dai deputati facendo scoppiare il caso in Parlamento. Il primo cittadino della Lega nel piccolo comune in Basilicata, è riuscito ad assegnarsi ben 3mila euro che aveva lui stesso disposto per i professionisti e le imprese del paese, messi in crisi dall’emergenza.

Bonus “furbetti”, sindaco delibera e intasca 3mila euro: il bando

La vicenda ha inizio il 12 maggio con l’approvazione in giunta del provvedimento del sindaco leghista, Amedeo Cicala, fratello del presidente del consiglio regionale.

Una misura consistente, anche vista la ricchezza del comune di Viggiano, un contributo da 3mila a sostegno dell’economia del territorio, caratterizzata da sempre dalle attività di estrazione petrolifera e che quindi gode delle royalties versate dalle compagnie.

Il sindaco Cicala si giustifica spiegando che “non c’è nessuna anomalia. Hanno fatto domanda in 370, me compreso, e tutti hanno ricevuto il bonus, significa che non l’ho percepito a danno di nessuno”.

Nella graduatoria pubblicata il 24 luglio, non figura però tra gli amministratori soltanto il primo cittadino, al 135esimo posto: in 60esima posizione c’è Ettore Corona, capogruppo di maggioranza in consiglio comunale. Settantesima è l’assessora al Bilancio Rosita Gerardi, che ha proposto e votato la delibera in giusta.

Il sospetto è che il bando sarebbe stato scritto da Cicala, che è avvocato, appositamente per dargli la possibilità di poter accedere.

Come tetto massimo di reddito è stato messo un limite di 70mila euro, invece della soglia di 35mila euro, come previsto in altri bandi. In questo modo anche i componenti della giunta hanno potuto accedere al contributo.

“Ripeto – ribadisce Cicala,  – non ho commesso alcun reato, tanto meno ho assunto un comportamento immorale. Io da sindaco percepisco un’indennità di 1400 euro al mese su cui pago anche le tasse. Ho la partita iva in quanto avvocato e come tutti gli altri ho fatto richiesta”.

Bonus “furbetti”, sindaco delibera e intasca 3mila euro: il caso

Sul caso si è espresso il senatore lucano del MoVimento 5 Stelle Arnaldo Lomuti: “Un bando a sostegno delle partite Iva in cui sono stati modificati gli scaglioni per accedere ai sussidi! Il bonus dello Stato infatti prevedeva un limite di 35 mila euro l’anno, questo del Comune arriva a 70 mila euro l’anno di reddito per poter accedere agli aiuti. E chi vi accede? Il sindaco, l’assessore al bilancio, il capogruppo di maggioranza. Per tutti arrivano 3 mila euro. Il sindaco si autoassolve sulla legittimità della sua operazione ma voglio ricordare che parliamo di soldi provenienti dalle royalties petrolifere, istituite per legge e per altri scopi. Senza parlare poi di ciò che è etico. Perché sul fatto che tutto questo non sia etico non ho dubbio alcuno”.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Bonus “furbetti”, sindaco delibera e intasca 3mila euro