Bonus 600 euro Inps, beffa per i professionisti: cambiano i requisiti

Dopo il caos sul sito Inps nel primo giorno del via alle domande, ora è tutto da rifare, o quasi per le partite Iva iscritte alla casse previdenziali di categoria

Il bonus 600 euro non è partito con il piede giusto. Dopo il caos sul sito Inps nel primo giorno del via alle domande, ora è tutto da rifare, o quasi per i liberi professionisti iscritti alla casse previdenziali di categoria.

Cambiano i requisiti nel decreto finale

Cambiano infatti le disposizioni per i professionisti a basso reddito e per quelli la cui attività è stata danneggiata dall’emergenza Coronavirus. La pubblicazione di notte in Gazzetta ufficiale del Decreto Imprese ha modificato i requisiti per l’accesso al beneficio previsto dal Decreto Cura Italia, specificando che l’indennità spetta agli iscritti “in via esclusiva” alle Casse di previdenza private “non titolari di trattamento pensionistico”.

Già inviate 500mila richieste

Le casse hanno già ricevuto circa 500 mila richieste, ma tra queste ci sono quelle dei professionisti che svolgono anche un’attività da dipendenti, che stando alla versione definitiva del decreto in Gazzetta relativo al bonus 600 euro andranno quindi depennate. Ora gli enti dovranno capire come fare.

Un colpo durissimo per le casse previdenziali, visto che i primi pagamenti erano pronti a partire e alcuni erano già stati effettuati: l’Enpam (la cassa di medici e dentisti) fa sapere di avere bloccato 25.262 bonus in partenza domani, e altrettanto riferisce la Cassa dottori commercialisti (Cnpadc), a cui già 25mila associati si erano rivolti. La Cassa forense, che ha già ottenuto circa 140mila domande, chiederà una documentazione integrativa per poter beneficiare dell’indennità 600 euro prevista dal decreto.

L’idea più diffusa è quella di chiedere appunto una integrazione nella documentazione. Ma è certo, però, che l’erogazione del bonus, che per alcuni enti doveva cominciare già dal 10 aprile, risulta sospesa.

Per chi ha la pensione o l’invalidità

Il maxi-emendamento al Cura Italia ha però anche ulteriormente rivisto la platea degli aventi diritto, chiarendo che non potranno avere l’indennità i titolari di assegno di anzianità e di vecchiaia, mentre lo potranno richiedere coloro che, ad esempio, ricevono una prestazione d’invalidità e finora non pensavano di poterne avere diritto.

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