Bonus 600 euro ai “furbetti” della politica, spunta l’ottavo nome

Ancora nulla si sa sui deputati coinvolti, 5 o forse 3, ma fioccano invece i primi nomi dei consiglieri comunali o regionali che hanno ottenuto il bonus Inps per le partite Iva

Mentre impazza la polemica sui 5 deputati di Montecitorio (qualcuno ora dice 3…) coinvolti, e dopo che Il Fatto Quotidiano ha inviato una lettera al presidente dell’Inps Pasquale Tridico affinché vengano divulgate le generalità dei politici invischiati, si allunga la lista dei nomi dei consiglieri locali che hanno fatto richiesta del bonus 600 euro destinato dal decreto Cura Italia alle partite Iva durante l’emergenza Covid.

Dopo i primi 7 nomi di cui vi abbiamo raccontato, di cui una consigliera milanese in quota Milano Progressista e ben sei leghisti (tre veneti, due piemontesi e un toscano), ecco che spunta un altro piemontese, questa volta del Pd. Che, sì, si autodenuncia, ma mette le mani avanti mettendo in mezzo la compagna.

L’autodenuncia di Diego Sarno del Pd

Diego Sarno, consigliere regionale del Partito Democratico in Piemonte, eletto nel 2009 nel Consiglio comunale di Nichelino dove ha ricoperto l’incarico di assessore fino al 2019, prima coordinatore provinciale e poi regionale dell’Associazione Avviso pubblico e fondatore della Fondazione Benvenuti in Italia, approda in Regione nelle elezioni 2019, nella quota proporzionale nella circoscrizione di Torino 1 con 4014 voti di preferenza, nella lista del Pd appunto.

E dire che una delle critiche più dure all’Inps è arrivata proprio da sinistra, da Matteo Renzi. “Mi colpisce il clima populista di caccia alle streghe che l’Inps ha instaurato. Dire e non dire, annunciare e non smentire, far circolare notizie false: ad esempio nessuno di Italia Viva ha preso quei soldi, ma perché siamo stati coinvolti anche noi? Chi dovrebbe riflettere sulle proprie dimissioni non sono solo i tre parlamentari interessati ma anche e soprattutto il presidente Inps che da mesi dimostra di essere totalmente impreparato e incompetente. Deve andare a casa. Nei posti di responsabilità vanno messi quelli bravi, non i signorsì” attacca.

“Quando sbaglio sono il primo ad ammetterlo, come anche in questo caso, ma il mio è stato un errore di sottovalutazione e non una volontà da ‘furbetto’ a cui ho cercato di rimediare subito” si difende su Facebook Sarno.

Colpa della fidanzata

E passa la palla alla fidanzata. “La mia compagna fa questo di lavoro, da sempre gestisce la contabilità riguardante la mia attività professionale. Durante il lockdown, per provare diverse procedure ha usato la sua partita Iva e anche la mia (avendone due tipologie diverse) così da essere pronta per assolvere senza errori e con una maggiore velocità le molte procedure gestite per i clienti dello studio nel quale lavora”.

E ancora: “Quando è uscito il bonus per gli autonomi, come sempre ha usato la mia partita Iva per provare la procedura e nella contemporaneità di quelle degli altri clienti ha concluso anche la mia per errore. Quando me lo ha detto, e qui c’è l’errore di sottovalutazione e poca attenzione, ho lasciato correre dando per scontato che il bonus non mi sarebbe stato concesso vista la mia situazione reddituale”.

Beneficenza?

Ma anche lui, racconta, come altri avrebbe immediatamente devoluto in beneficenza l’importo. “Nelle settimane successive, quando ho visto l’accredito sul mio conto corrente ho cercato una soluzione e non sapendo di poter restituire la somma direttamente ad Inps, ho effettuato un bonifico pari all’importo ricevuto delle due tranche da 600 euro come beneficenza per l’emergenza Covid”.

E prosegue: “Non ho sentito l’esigenza di raccontarlo prima, ma oggi vista l’onda mediatica e avendo un ruolo pubblico sento il bisogno di raccontarlo per trasparenza e onestà intellettuale. Da sempre ho un’attività legata al mondo della comunicazione che è la mia principale occupazione, che una volta terminata l’esperienza politica continuerà a sostenere me e la mia famiglia”.

“Prova del fatto che non sono nella categoria dei ‘furbetti’ è la non richiesta (pur avendo i requisiti e potendola ottenere) della tranche dei 1000 euro, visto che il fatturato della mia attività era sceso di oltre il 33% rispetto al periodo precedente. Non ho pensato neanche per un secondo di chiederli e infatti non l’ho fatto. Per concludere mi scuso per la sottovalutazione e la non attenzione in quel periodo difficile per tutti ma spero di aver con efficacia raccontato come sono andate le cose”, ha concluso Sarno.

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