Fase 2, arrivano le aperture differenziate tra Regioni: come funzioneranno

Il ministro Boccia ha discusso con rappresentanti di Regioni e Province la strategia per riaprire prima di quanto previsto dal DPCM

Le aperture differenziate s’hanno da fare. E si faranno molto presto. La conferma arriva dal Ministro per gli Affari Regionali Boccia che, in un’intervista a Rai News, ha spiegato il succo della conversazione avuta questa mattina con i rappresentanti degli enti locali interessati.

Il ministro fissa anche una data per l’inizio della nuova strategia del Governo. Stando alle dichiarazioni di Boccia, già dal prossimo 18 maggio (se non prima) le Regioni dove i numeri del contagio sono più bassi potrebbero godere di una sorta di “corsia preferenziale” verso la riapertura di altre attività rispetto a quelle già previste dal DPCM annunciato dal premier Conte il 26 aprile.

Come funzioneranno le aperture differenziate tra Regioni

Nel corso della conference call, il Ministro Boccia ha spiegato quella che potrebbe essere la modalità operativa per attuare le riaperture differenziate tra i vari enti. Ai Presidenti di Regione e Provincia verrà data autonomia di realizzare delle ordinanze “ad hoc” per riaprire alcune attività prima di quanto previsto dal DPCM. Il principio in base al quale ci si potrà muovere sarà quello del “meno contagi, più aperture“, così come auspicato da più parti da diversi giorni.

Questo, sostiene il ministro, non vuol dire che ognuno sarà libero di fare come preferisce. “Se ci sono ordinanze non coerenti con il DPCM invio una diffida, una lettera con la scheda indicando le parti incoerenti e la richiesta di rimuoverle (solo in caso di allentamento delle misure). Se non avviene sono costretto a ricorrere all’impugnativa al Tar o alla Consulta”.

Regioni in “avanscoperta”

A volerla dire tutta, però, le Regioni hanno iniziato a muoversi in autonomia già da diverso tempo. E, se fino a qualche tempo fa, era per mostrare un atteggiamento addirittura più conservativo rispetto a quanto previsto dai vari DPCM (Lombardia e Piemonte, ad esempio, hanno preferito non riaprire immediatamente librerie e altre attività), in questo caso qualche Presidente di Regione ha provato una sorta di “fuga in avanti”.

La Sardegna, ad esempio, ha fatto sapere che questa estate potranno accetterà solamente turisti con “passaporto sanitario” (una sorta di documento nel quale viene specificato che si è in salute e non si corrono rischi con il COVID-19); il Veneto, invece, ha aperto alla possibilità di raggiungere le seconde abitazioni o le imbarcazioni ancorate al di fuori del proprio comune di residenza; Liguria e Friuli Venezia Giulia, infine, consentono già da alcuni giorni il ritiro “take away” dalle attività di ristorazione

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