Perché se i biglietti aerei costano meno non è una buona notizia

Il 2020 è stato brutale per le compagnie aeree, ma il prossimo anno potrebbe essere ancora più complicato

Tra i settori in crisi a causa della pandemia, quello dei trasporti è sicuramente stato uno dei più danneggiati nel 2020. Le compagnie aeree però, in vista delle prossime riaperture, si stanno già organizzando per il 2021, con l’obiettivo di mantenere i posti di lavoro ed evitare licenziamenti di massa, a partire dalla razionalizzazione strategica e da campagne mirate a riconquistare la fiducia dei viaggiatori.

Compagnie aeree in crisi a causa del Coronavirus

Secondo una stima Enit (Ente nazionale del turismo), da quando è scoppiata la pandemia, ovvero dall’inizio di marzo 2020, i visitatori totali (internazionali e domestici) sono diminuiti del 46% rispetto all’anno precedente. Una percentuale che, in numeri, equivale circa a 53 milioni di visite in meno.

Anche se, rispetto i pronostici, il periodo estivo ha registrato una lieve ripresa, sono state molto meno le persone che hanno deciso di concedersi una vacanza quest’anno, un po’ per via delle restrizioni un po’ per le incertezze economiche che l’emergenza Coronavirus ha comportato.

Inoltre, sebbene sia troppo presto per dire quale impatto avranno i viaggi e gli spostamenti durante il periodo natalizio sui tassi di infezione da Covid, gli esperti temono un ulteriore picco dei contagi. Questo è un problema per le compagnie aeree perché, di fatto, la loro ripresa economica (loro e di tutto il settore viaggi) dipende dal rientro dell’emergenza sanitaria.

Nonostante gli aiuti pubblici, anche i fondi destinati alle compagnie aeree che non hanno dichiarato fallimento e non hanno licenziato si esauriranno. Il che vuol dire che queste ben presto saranno costrette a tagliare i costi a partire proprio dal personale, incoraggiando in alcuni casi il pensionamento anticipato ma procedendo anche con i licenziamenti laddove ci saranno lavoratori in eccesso.

Viaggi post Covid: come si stanno organizzando le compagnie aeree

A livello internazionale, alcune compagnie aeree hanno però affermato di vedere un’opportunità nella crisi. Michael O’Leary, CEO della compagnia aerea low cost Ryanair, ha dichiarato al Financial Times che la sua azienda potrebbe accaparrarsi rotte e slot aeroportuali abbandonati da alcuni dei suoi rivali dopo l’emergenza Covid.

Nonostante l’entusiasmo per il vaccino, bisognerà comunque riconquistare la fiducia dei viaggiatori, e questa è la principale sfida per gli operatori del settore. Secondo le stime della IATA, un’associazione di categoria delle compagnie aeree, i profitti del settore aereo sono scesi nel 2020 e saranno ancora minori nel 2021 se paragonati ai tempi pre Covid, e questo anche quando la distribuzione del vaccino Covid sarà quasi giunta al termine, ovvero entro la seconda metà dell’anno.

È anche vero, tuttavia, che chi ha voglia di tornare a viaggiare lo farà comunque, mettendo da parte i propri risparmi e le paure legate al Covid. L’industria del settore aereo, inoltre, ha dimostrato di essere in grado di adattarsi ad ogni situazione. Ha adottato nuovi protocolli di pulizia e sicurezza per mitigare i rischi del contagio durante i viaggi, ha installato sistemi di filtrazione dell’aria, disinfettato i velivoli e istruito il personale al riguardo. Alcune compagnie aeree offrono ora test Covid-19 pre-volo o negli aeroporti e a dicembre Delta Air Lines ha annunciato una partnership con il CDC americano per la tracciabilità dei contratti per i passeggeri internazionali, aprendo la strada ad un sistema che potrebbe essere adottato da per altre rotte.

Perché se i prezzi dei biglietti diminuiranno non è una buona notizia

Probabilmente per attirare nuovi clienti le compagnie aeree continueranno a ridurre in modo significativo i prezzi dei biglietti per stimolare la domanda, proprio come accaduto negli ultimi mesi. Un meccanismo che, di fatto, mira ad esaurirsi perché insostenibile: se continuano a diminuire le entrate, infatti, bisognerà anche far diminuire i costi, a discapito di personale e viaggiatori.

Per di più, secondo un rapporto della società di consulenza McKinsey and Co., il continuo gioco al ribasso dei prezzi, garantendo meno entrate, spingerà le compagnie aeree ad adottare nuove tecnologie e ritirare gli aerei più vecchi e meno efficienti in termini di consumo di carburante per rimanere e continuare a garantire offerte a basso costo. Ed è possibile che vengano tagliate rotte meno “popolari” e chiusi i collegamenti negli aeroporti più piccoli e in quelli presenti in città di piccole-medie dimensioni, comportando tutta una serie di disagi per chi viaggia.

Considerando che le compagnie aeree hanno accumulato riserve di liquidità a causa della crisi legata all’emergenza sanitaria, la speranza è che le stesse si adattino ora per poi tornare a garantire gli stessi servizi in “era pre Covid” una volta che la domanda tornerà a crescere.

In caso contrario, e gli esperti non hanno alcun dubbio al riguardo, se la pandemia persistesse, probabilmente assisteremo a bancarotte già a partire dalla seconda metà del 2021.

© Italiaonline S.p.A. 2021Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Perché se i biglietti aerei costano meno non è una buona notizia