Berlusconi rilancia il Ponte sullo stretto: quanto costerebbe

“Nessuno potrà fermarci”: con queste parole il leader di Forza Italia è tornato a proporre la realizzazione del collegamento tra la Calabria e la Sicilia

Sono passati quasi dieci anni da una delle date che – soprattutto a livello mediatico – hanno segnato uno spartiacque all’interno dello scenario politico italiano. Era il 9 ottobre del 2012 e gli italiani erano alle prese con una grave crisi economica che aveva portato alla fine del quarto governo Berlusconi (con l’uscita di scena di molti personaggi ritornati oggi in corsa per un posto in Parlamento) e al successivo insediamento a Palazzo Chigi del celebre economista Mario Monti.

Le misure di austerity imposte dall’Unione europea per risanare i conti pubblici stavano mettendo alle strette le famiglie, provocando un forte malcontento tra gli elettori. In quello scenario riuscì ad inserirsi Beppe Grillo, che proprio in quel giorno di inizio autunno si impose agli occhi dell’opinione pubblica per un’azione che è rimasta scolpita nelle menti degli osservatori: partito dal porto di Reggio Calabria, il comico genovese riuscì ad attraversare lo stretto di Messina a nuoto in circa un’ora di tempo. Un gesto che gli garantì l’apertura dei principali telegiornali e delle testate cartacee di tutta Italia.

Ponte sullo stretto, la proposta di Silvio Berlusconi in campagna elettorale

In pochi si sarebbero immaginati che grazie a quella protesta – compiuta nei confronti di chi continuava a promettere la realizzazione del Ponte sullo stretto – il Movimento 5 stelle da lui fondato riuscisse ad accaparrarsi le simpatie e la stima di moltissimi cittadini: milioni di persone che iniziarono a vedere in Beppe Grillo l’unico baluardo contro i giochi di potere della classe politica che aveva portato il Paese in disgrazia. Un trend che portò questa nuova forza popolare a diventare il primo partito in termini elettorali sia alle successive elezioni del 2013 (quando raccolse il 25% delle preferenze), sia nel 2018 (con il 33%).

Eppure, osservando l’attuale campagna elettorale che ci porterà al voto del prossimo 25 settembre, questi dieci anni sembrano essere stati archiviati in maniera inequivocabile da parte degli italiani: infatti, assieme al ritorno in auge di ministri e sottosegretari che proprio in quei mesi erano stati estromessi dalla guida dell’esecutivo, nell’agenda politica è tornata a campeggiare anche la proposta di costruire il Ponte di collegamento tra Calabria e Sicilia, rilanciata nelle ultime ore proprio da Silvio Berlusconi.

Le proposte dei partiti per il Ponte sullo stretto: quanto è costato allo Stato italiano

A non essere cambiate in questo lasso di tempo sono anche le posizioni dei vari schieramenti in merito: se il Movimento 5 stelle, oggi come allora, continua ad opporsi fermamente alla realizzazione dell’opera, il fondatore di Forza Italia in questi giorni ha affermato con fierezza che “questa volta il Ponte verrà costruito e nessuno potrà fermarci“. Se appare difficile stimare quelli che sarebbero i tempi e i costi per l’erezione dell’infrastruttura, è invece possibile osservare quanto è già stato speso a livello statale per i progetti che sono sorti nel corso di oltre un trentennio.

Ebbene sì, il primo studio preliminare moderno per il Ponte risale addirittura al 1986, quando la Stretto di Messina spa arrivò alla sottoscrizione di un accordo con ANAS e Ferrovie dello Stato, con il benestare dell’allora premier socialista Bettino Craxi. Da allora – tra costi di progettazione e piani di rilancio presentati e subito abortiti – le spese dirette sulle casse statali si aggirano sui 312 milioni di euro, come stimato di recente dalla Corte dei Conti. Buona parte hanno fatto le spese di liquidazione della società, quantificabili in circa 1,5 milioni di euro all’anno. Nonostante ciò, oggi il vento sembra essere tornato favorevole alla realizzazione del collegamento: sarà davvero la volta buona?