Banche, ipotesi fondo di solidarietà. Boschi difende il padre: “Persona perbene”

Spunta un fondo da 120 milioni di cui 80 a carico del sistema bancario

Il governo sta provando a risolvere il problema degli obbligazionisti e degli azionisti che si sono visti azzerare i risparmi – spesso inconsapevolmente – investiti in strumenti a rischio delle quattro banche salvate (Banca Marche, Carife, Carichieti ed Etruria) con un decreto licenziato due settimane fa.

FONDO DI SOLIDARIETA’ – Si parla infatti di un fondo di solidarietà per salvaguardare i piccoli risparmiatori, da inserire in legge di Stabilità, di 120 milioni di euro, di cui 80 “a carico del sistema bancario”. E’ la proposta avanzata in un subemendamento del Pd alla manovra (prima firma del capogruppo dem in Commissione Finanze Michele Pelillo). Secondo quanto propone invece il sottosegretario all’Economia, Enrico Zanetti (SC), si potrebbe introdurre un credito d’imposta del 26%, da scomputare sull’irpef per compensare almeno in parte le minusvalenze maturate nel contesto della risoluzione bancaria. Ma il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, precisa: “Stiamo valutando delle misure a sostegno delle fasce deboli dei risparmiatori, ma non a compensazione” del credito, pur ricordando come “l’operazione abbia permesso di salvaguardare l’intera massa dei depositi”.

LA BOSCHI A DIFESA DEL PADRE – “Mio padre è una persona perbene, provo disagio perché è finito sulle cronache non per quello che fa ma perché è mio padre”. Così il ministro delle Riforme, Maria Elena Boschi, interpellata a margine della presentazione del libro di Bruno Vespa, nel giorno in cui la Procura di Civitavecchia ha aperto un fascicolo d’indagine sul suicidio di Luigino D’Angelo, il pensionato di 68 anni che si è tolto la vita dopo aver perso i suoi risparmi nel fallimento della Banca dell’Etruria. Proprio di quella banca è stato vicepresidente il papà della Boschi, Pier Luigi, “per 8 mesi – specifica lei – fino a quando il governo non ha commissariato la banca. Segno che il governo non fa favoritismi o leggi personali”. “La mia famiglia – ha aggiunto fiduciosa il ministro – è molto solida e affronteremo questo momento rimanendo uniti”.
Il governo Renzi, ha ribadito la Boschi, ha fatto quel che riteneva giusto fare: salvare le banche. “Sul piano politico – ha detto – non c’è nessun disagio perché il nostro governo è intervenuto per evitare che quattro banche chiudessero. Queste quattro banche avranno un futuro ridimensionato, ma avranno un futuro. Abbiamo fatto quello che ritenevamo giusto e potevamo fare”.

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