Banche a rischio fino a quando saranno controllate dai propri debitori. Il caso della Popolare di Vicenza

Fermare i banchieri in conflitto prima che la malagestio distrugga in un baleno il patrimonio della banca, costruito nei tempi. Troppo facile gridare dopo "Al lupo, al lupo!"

Beniamino Piccone

Beniamino Piccone Docente di Sistema Finanziario presso LIUC - Università Cattaneo. Private banker , private banker presso Nextam Partners. Non si può essere sempre d'accordo. Anzi. E' dal confronto e dalla dialettica che nascono e fioriscono le idee migliori

Dopo che l’aumento di capitale della Banca Popolare di Vicenza è andato deserto anche se il prezzo di ogni singola azione era di 0,10 euro (contro i 62,5 € di luglio 2014) abbiamo la certezza che la sottoscrizione da parte del fondo Atlante abbia evitato l’applicazione del bail-in.

Se il piccolo azionista della Banca Popolare di Vicenza non ha alcuna responsabilità nel dissesto della banca, la situazione è molto diversa per i membri del consiglio di amministrazione, che finora hanno miracolosamente evitato l’azione di responsabilità. Si conferma che in Italia chi sbaglia non paga mai. Speriamo che il presidente di Quaestio SGR (gestore del fondo Atlante oggi azionista di maggioranza di BPVI) Alessandro Penati porti il tema all’ordine del giorno di un’assemblea di azionisti completamente rinnovata.

Nei due dissesti bancari veneti – come in Banca Etruria e in passato nella gestione Berneschi in Banca Carige – un ruolo rilevante l’hanno giocato i ‘debitori di riferimento‘, magistrale definizione coniata dal banchiere Sergio Siglienti (scuola Banca Commerciale Italiana). Per debitori di riferimento si intendono i membri dei consigli di amministrazione delle banche a loro volta finanziati dalle banche stesse: “Quando una decisione è affidata (anche a livello di comitato esecutivo) a esponenti di imprese clienti della banca, essa può trovarsi a essere di fatto controllata dai suoi debitori (Una privatizzazione molto privata, Mondadori, 1996, p. 95).

Nelle Considerazioni finali del 31 maggio 2014 il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco disse: “Bisogna operare per rafforzare la separazione tra fondazione e banca, non consentendo il passaggio dai vertici dell’una agli organi dell’altra ed estendendo il divieto di controllo ai casi in cui esso è esercitato di fatto, anche congiuntamente con altri azionisti. Rapporti stretti con il territorio di riferimento sono, per molte banche medie e piccole, una fonte di stabilità, che si riverbera a beneficio dell’economia locale. Tuttavia, un’interpretazione fuorviante di questi rapporti può distorcere l’erogazione del credito, mettendo a rischio la solidità dei bilanci bancari e l’allocazione efficiente delle risorse. Casi di questo genere divengono più probabili in presenza di una recessione prolungata come quella che abbiamo attraversato. Operiamo per indurre le banche a rafforzare i presidi aziendali, organizzativi e di governo societario al fine di prevenire degenerazioni nei rapporti di credito con la clientela, a correre ai ripari quando queste si siano manifestate” (a voce Visco li definìcomportamenti inaccettabili”).

Secondo i dati forniti dal presidente di Veneto Banca Pierluigi Bolla i prestiti alle parti correlate (consiglieri, sindaci e società a loro legate) sono pari a “958 milioni di euro, di cui 730 milioni rappresentati da crediti problematici, inclusi crediti deteriorati  per 382 milioni di euro”.

I conflitti di interesse interessano a pochi. Poi quando falliscono le banche tutti a gridare “al lupo, al lupo”. Troppo tardi. Bisogna agire per tempo e fermare i banchieri in conflitto prima che la malagestio distrugga in un baleno il patrimonio della banca, costruito nei tempi lunghi.

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Beniamino Piccone Non si può essere sempre d'accordo. Anzi. E' dal confronto e dalla dialettica che nascono e fioriscono le idee migliori Insegna Sistema Finanziario presso LIUC Università Cattaneo. Private banker presso Nextam Partners Sgr. Collaboratore di Repubblica, è l'animatore di Faust e il Governatore, apprezzato blog di economia, finanza e spirito civico. Ha curato il volume di Paolo Baffi e Arturo Carlo Jemolo Anni del disincanto. Carteggio 1967-1981 (Aragno, 2014) e, con Sandro Gerbi, il volume di Paolo Baffi Parola di Governatore, (Aragno, 2013). http://fausteilgovernatore.blogspot.it/

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