“Babele” riaperture, i due Matteo e partita con l’Europa: Conte sotto assedio

Non solo gli attacchi delle opposizioni, il Presidente del Consiglio deve "difendersi" anche dal fuoco amico di Renzi

Ci siamo. È ufficialmente iniziato il conto alla rovescia che ci separa dall’attesa Fase 2 che segna la ripartenza, seppure parziale. La scorsa settimana è stata caratterizzata da critiche e richieste indirizzate al Presidente del Consiglio Conte, colpevole secondo molti di aver mantenuto una linea eccessivamente prudente.

Lui dal canto suo difende l’operato dell’esecutivo che rappresenta e ribadisce che pure potendo tornare indietro rifarebbe tutto poiché il Governo “non ha mai improvvisato” ma ogni decisione è stata presa “in scienza e coscienza”, sulla base di valutazioni scientifiche.

Fatto sta che da quando ha annunciato il nuovo DPCM che di fatto allenta ma non le elimina le restrizioni dal prossimo lunedì 4 maggio, il Premier è finito al centro di un fuoco che lo bersaglia da più parti: la platea degli scontenti è ampia e varia, commercianti, industriali, fasce di popolazione rimaste senza protezione, per non contare le forze politiche. E se è scontato l’attacco delle opposizioni, pronte a cavalcare l’onda della protesta che cresce con le ore, fa discutere “il fuoco amico” di Renzi. A dire il vero, anche prima della pandemia, Italia Viva si è mostrata una spina nel fianco del Conte-Bis, pressoché al pari dell’ex amico Matteo Salvini.

ATTENTO A QUEI DUE – Matteo Renzi e Matteo Salvini. In comune, non solo il nome ma anche allo stato attuale l’atteggiamento di critica severa nei confronti di Conte. E se l’affondo della Lega è da copione, (sfociata nell’occupazione del Parlamento da parte di un gruppo di leghisti) quello dell’ex Presidente del Consiglio è decisamente più preoccupante per la tenuta della maggioranza. 

L’ULTIMATUM DI RENZI – “Conte pensi meno al gradimento e più a dare liquidità alle aziende e alla disoccupazione”, ribadisce il leader di Italia Viva in tv, dopo “l’avviso” da molti interpretato come un vero e proprio ultimatum, durante l’informativa del Presidente del Consiglio. E in merito alle prospettive del Governo, Matteo Renzi ha aggiunto: “Nel caso in cui Iv dovesse uscire dalla maggioranza, penso che non si andrà a votare, perché non ci sono e condizioni fino al 2023. Penso che in Parlamento ci sarà una nuova maggioranza, se Conte ha i numeri con Berlusconi per andare avanti io non ho nessun problema, né nei confronti di Conte né di Berlusconi”.

LA “PARTITA” CON L’EUROPA – Accerchiato da Renzi e Salvini, bersagliato dalle critiche, il Presidente del Consiglio deve anche portare a casa un risultato soddisfacente nella partita, delicatissima, con l’Europa. E anche  da quel fronte, purtroppo, non arrivano buone notizie. I tempi del Recovery Fund saranno probabilmente molto più lunghi di quanto non sia di vitale importanza per l’Italia. E c’è poi da sciogliere il nodo MES, che sarà pure senza condizioni, ma prevederà una “sorveglianza rafforzata” da parte di Commissione UE e BCE. Tradotto: Si scrive sorveglianza, si legge guai in arrivo. 

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