Autonomia, Salvini in pressing, Di Maio replica: “Non spaccherò Italia in due”

Nuove nubi sul futuro dell'esecutivo, già traballante, per colpa dei siluri sulla manovra che arrivano da Bruxelles

Scricchiola ancora il Governo Lega- Cinquestelle che più volte in questi mesi è stato messo a dura prova da conflitti e schermaglie interne alla maggioranza stessa. Sul futuro dell’esecutivo, già traballante, per colpa dei siluri sulla manovra che arrivano da Bruxelles, ecco addensarsi nuovi nuvoloni.

A far scricchiolare la tenuta del Governo Conte, stavolta,  il dibattito sull’autonomia che scuote la maggioranza.

Salvini, da sempre particolarmente attento a “coccolare” l’elettorale del Nord dando seguito a quanto promesso, va in pressing e prova a mettere il turbo. Per questo nella giornata di ieri è arrivato l’aut aut del leghista al collega Luigi Di Maio:Ora basta, è arrivato il momento di accelerare e chiudere dossier sul tavolo da troppo tempo, dalla Tav all’autonomia. Non si può arrivare alle europee di fine maggio restando fermi, inerti.  Queste le parole del Ministro dell’Interno che ha aggiunto: “Ho dato la mia parola e il governo non cade ma M5s continui a lavorare”.

Non si fa attendere la replica del leader M5s. Di Maio, finito nella bufera dopo la doppia debacle elettorale in Abruzzo e Sardegna, è chiamato a correre, e anche in fretta, ai ripari per riguadagnare una bella fetta di consensi che va lentamente scemando. Il Vicepremier pentastellato sa che, ora più che mai, non può sbagliare neanche una mossa.

“Noi sosteniamo l’autonomia ma non lo spacca-Italia dice – All’ottimo ministro Stefani lo abbiamo detto chiaramente: permetteremo alle Regioni che lo chiedono di poter gestire alcuni servizi. Ma il percorso non sarà breve. Ci sarà una pre-intesa approvata in Cdm dopo un vaglio politico mio, di Salvini e di Conte. Poi il presidente inizierà una trattativa con i governatori di Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna. Infine si andrà in Parlamento e lì i presidenti delle Camere decideranno se sarà emendabile o no il testo delle intese”.

Chiamata in causa, interviene anche il Ministro Stefani che, intervistata dal Corriere della Sera, ribadisce la linea: “Io so che questo governo si basa su un contratto, e le autonomie sono in quel contratto”, sottolineando che “il nostro obiettivo” è chiudere con Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna prima delle Europee”. 

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