Asse Renzi-Salvini, pronti i ‘responsabili’ in soccorso al governo Conte

Si lavora alla costituzione di gruppi parlamentari autonomi, a cominciare dal Senato, dove i maldipancia sono più forti e anche il potere di interdizione, visti i numeri ballerini, è molto più grande rispetto alla Camera

Se sul governo si addensano le ombre di un patto non scritto fra Renzi e Salvini per far saltare Giuseppe Conte e sostituirlo con un altro premier, in Parlamento inizia il lavoro sottotraccia per neutralizzare l’asse fra i due Matteo e ‘stampellare’ l’esecutivo con una truppa di ‘responsabili’, nomignolo oramai entrato nerl lessico comune allorché si tratti di cambi di maggioranze.

Il patto Lega-Italia Viva
Se ne parlava già verso la fine del 2019, ora sono gli stessi esponenti dei due movimenti ad uscire allo scoperto. L’intesa padano-toscana si può anche fare. “Se ci fosse ben venga”, afferma l’ ex ministro leghista Gian Marco Centinaio, riflettendo sull’ipotesi di partecipare a un governo elettorale, ovvero a un esecutivo a tempo, con Lega e Italia Viva insieme, che traghetti il Paese verso elezioni politiche anticipate, “l’importante è andare al voto e non fare un terzo governo che agli italiani non serve a niente”.

Incognita referendum
Il tema sullo sfondo è permettere lo svolgimento del referendum sulla riforma del taglio dei parlamentari, in programma il 29 marzo, e la conseguente ridefinizione dei collegi elettorali. “Se uno mi dice ‘cade Conte e c’ è bisogno di un governo di passaggio per ridisegnare i collegi elettorali’, per carità, è un conto” – ha spiegato Salvini agli amministratori della Lega riuniti a Roma – “l’ importante è che poi si vada a votare il prima possibile. Non vedo come io potrei governare col Pd e i 5 Stelle”, ha sottolineato il leader del Carroccio, badando, però, di non nominare Italia viva.

Tensione con FdI
Se da una parte Salvini ha aperto alla possibilità di un governo di transizione, dall’altra il partito di Giorgia Meloni ha fatto capire che non sosterrebbe mai un esecutivo di questo tipo. “Capisco quanto dice Salvini”, afferma Ignazio La Russa, «ma non non parteciperemmo mai a un esecutivo del genere, se si profilasse l’ ipotesi. Riteniamo, invece, che si possa andare a votare con l’ attuale legge elettorale, o con una modifica semplice, da fare in sette giorni, che aggiunga un premio di maggioranza a chi supera il 40% in modo da rendere sicuro il vincitore il giorno dopo il voto”.

La pattuglia dei responsabili
Rifiutano l’etichetta di ‘responsabili’. Assicurano di avere un “progetto politico con una prospettiva di lungo periodo”. Guardano all’area moderata del centrodestra col trattino, sono alleati della Lega, non intendono affatto sostituirsi all’Italia Viva di Matteo Renzi, se mai puntano a colmare il vuoto lasciato da Fi, e non vogliono essere considerati stampella dell’attuale governo giallorosso o di un eventuale Conte ter. Eppure la loro destinazione è con tutta probabilità proprio quella.

“E’ riduttivo essere considerati ciambella di salvataggio di qualcuno, oggi è diventata una necessità tornare ad avere un partito che si collochi al centro come Fi, che purtroppo non esiste più, con un chiaro riferimento al Ppe”, dice a mezza bocca uno dei parlamentari che sta lavorando alla costituzione di gruppi parlamentari autonomi, a cominciare dal Senato, dove i maldipancia sono più forti e anche il potere di interdizione, visti i numeri ballerini, è molto più grande rispetto alla Camera.

L’idea è quella di fare un nuovo movimento politico, ancorato alla famiglia europopolare, magari un partito in futuro, ma senza Silvio Berlusconi, con proprie liste e candidati, da presentare già alle prossime regionali. Della partita sarebbero soprattutto parlamentari delusi di Forza Italia, alcuni ‘totiani’, ex pentastellati ora nel Misto, esponenti dell’Udc. Il nome e il simbolo ancora non ci sono, solo ipotesi sul tavolo. Da settimane si riuniscono, riservatamente. Di recente i contatti si sarebbero intensificati (specialmente telefonate e scambio di email), perché si prova a dare un’accelerata all’operazione. A palazzo Madama sono pronti a partire.

Il senatore Paolo Romani risulta tra i più attivi a palazzo Madama e conferma all’Adnkronos: ”Può darsi che si costituisca un gruppo alternativo a quello di Fi, di forte ispirazione liberale, popolare e riformista, sempre nel perimetro del centrodestra, che non intende affatto fare da stampella a Conte e sostituirsi ai renziani. Mi piacerebbe che questa operazione politica fosse un progetto per l’Italia”.

”E’ chiaro e ovvio – ragiona Romani, che formalmente fa ancora parte del gruppo di Fi ma è un esponente di ‘Cambiamo!’ – che se dalla galassia del maggioritario si dovesse passare alla nebulosa del proporzionale, tutte le considerazioni che oggi si fanno rispetto alle coalizioni potrebbero cambiare in vista di una battaglia, dove ogni partito vale per sé…”.

Se l’ex ministro dei governi Berlusconi è impegnato a fare scouting al Senato, alla Camera, invece, si dà un gran da fare Renata Polverini. L’ex governatrice del Lazio preferisce non rilasciare dichiarazioni e dribbla con una battuta all’Adnkronos le domande sul suo ruolo nella costruzione di un nuovo movimento politico: ”Io responsabile? Sono sempre stata un’irresponsabile…”.

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