Armi all’Ucraina, il Governo rischia di cadere oggi? Gli scenari

Le fibrillazioni in casa Cinquestelle agitano la maggioranza mentre è sempre più vicino il "redde rationem" tra Conte e Di Maio

Riflettori puntati a  Palazzo Madama dove oggi alle 15 (con replica domani alla Camera) il Premier Draghi illustrerà la risoluzione che dovrà essere votata  in vista del Consiglio Ue del 23 e 24 giugno.

Invio armi all’Ucraina, si cerca sintesi

La maggioranza ha trovato l’accordo su cinque dei sei contenuti da inserire nel testo (tutti d’accordo sull’adesione di Kiev all’Ue, la revisione del Patto di Stabilità, gli interventi per famiglie e imprese in difficoltà per gli effetti della guerra, il RepowerEu per l’energia e il rafforzamento delle proposte sul futuro dell’Unione) manca però la sintesi su quello più delicato, ossia il sostegno anche militare all’Ucraina. Nuova riunione aggiornata alle 8,30 di oggi.

“Stiamo definendo gli ultimi dettagli, ma ci siamo. È una questione complessa ma ci siamo”, dice Sergio Battelli, deputato del M5S, al termine dell’incontro di ieri con i grillini che fissano la linea dalla quale non hanno alcuna intenzione di retrocedere specie dopo aver rinunciato all’ipotesi di presentare una propria mozione da affiancare a quella di maggioranza: in merito all’invio di nuovi aiuti militari all’Ucraina, ribadisce il Movimento Cinquestelle, è indispensabile il coinvolgimento del Parlamento.

Governo può cadere?

La sensazione è che anche stavolta, alla fine, si troverà il punto di caduta che accontenterà – più o meno – tutti. Da registrare che sul tema, quella l’eventuale invio di nuovi armi a Kiev, l’ex numero uno della BCE non ha alcuna esitazione nè, soprattutto, intenzione di finire “ostaggio” in particolare di Lega e Cinquestelle che si muovono seguendo già logiche da campagna elettorale. Tradotto: se Unione europea e Nato dovessero caldeggiare l’invio di nuove armi impossibile decidere di non seguire la linea.

Intanto, tensione sempre più elevata all’interno del Movimento 5 Stelle dopo la riunione del consiglio nazionale sulle parole di Luigi Di Maio sulla questione delle armi per l’Ucraina.

 

Conte-Di Maio al redde rationem

“Ho letto – aveva detto nei giorni scorsi – che in questo ore c’è una parte del Movimento che ha proposto una bozza di risoluzione che ci disallinea dall’alleanza della Nato e dell’Ue, la Nato è un’alleanza difensiva, se ci disallineiamo dalla Nato mettiamo a repentaglio la sicurezza dell’Italia”. Per ora, congelata l’espulsione del ministro degli Esteri ma non le polemiche.

Il presidente della Camera, Roberto Fico è sceso in campo accanto a Giuseppe Conte descrivendo un movimento ‘deluso e arrabbiato’ con Di Maio. Dura la replica del ministro attraverso il suo portavoce con Di Maio che si è detto ‘stupito’ degli attacchi subiti.