Alitalia, Autostrade, Ilva e Pop Bari: i dossier economici che inguaiano il Governo

Nel frattempo, nuova grana per Conte: a 5 giorni dalle elezioni regionali in Emilia Romagna e Calabria, Luigi Di Maio lascia la leadership cinquestelle. Esecutivo a rischio?

Alitalia, ex Ilva, Autostrade e Popolare di Bari: un percorso a ostacoli pronto a rendere impossibile la vita già complicata del Governo. Sonni certamente poco sereni per il Premier Conte: al già lungo elenco di grane da risolvere in tempi stretti, infatti, proprio in queste ore se ne aggiunge un’altra che potrebbe avere delle ripercussioni sulla tenuta dell’esecutivo, specie in considerazione dell’appuntamento elettorale in Emilia Romagna in particolare, dove una eventuale affermazione di Salvini aprirebbe una crepa difficile da sanare.

TERREMOTO NEL M5S, DI MAIO LASCIA LEADERSHIP – Dopo il valzer di smentite, sembrerebbe che oggi Luigi Di Maio farà il suo clamoroso passo indietro da capo politico del M5S. Condizionale ancora d’obbligo ma la strada sembra segnata: “Domani (oggi, ndr) il ministro farà un annuncio importante“, aveva fatto sapere il suo staff.

Una mossa che arriva a soli cinque giorni dalle regionali in Emilia Romagna e Calabria che potrebbe terremotare il governo e l’alleanza con il Pd, già fragile.

Fatto sta che l’addio di Di Maio mette il sigillo alla crisi in casa pentastellata, alle prese ormai da tempo con malumori e mal di pancia, ormai impossibili da mettere a tacere. Una mossa che secondo molti potrebbe avere ripercussioni sul Governo già in affanno su alcuni dossier “bollenti”.

  • AUTOSTRADE – Ancora apertissima la partita sulle concessioni autostradali con Renzi pronto a dare battaglia. Intanto, nei giorni scorsi, il colosso assicurativo tedesco Allianz, tra gli azionisti internazionali di Autostrade per l’Italia, ha presentato alla Commissione Europea un esposto contro la modifica unilaterale dei contratti di concessione autostradale introdotta dal governo italiano con il decreto Milleproroghe, che apre la strada all’ipotesi di revoca della concessione della società. Secondo alcune indiscrezioni, il Premier Conte avrebbe ormai definito il suo orientamento che – in linea con quanto auspicato dal M5S – porta dritto nella direzione della revoca.

 

  • EX ILVA – Una vicenda che viaggia su due binari paralleli. Metà della partita, infatti, si gioca in tribunale, l’altra al tavolo del Governo. Il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte potrebbe incontrare i vertici di Arcelor Mittal a Davos. A quanto si apprende da fonti di Governo, il colloquio del premier con i Mittal, potrebbe avvenire a margine dei lavori del World Economic Forum, al quale Conte parteciperà domani, giovedì.

 

  • ALITALIA – E’ ancora incertezza la parola chiave. La data da segnare in rosso sul calendario è il 31 maggio prossimo, termine entro il quale il governo spera di aver scritto la parola fine sul dossier. Quattro mesi e dieci giorni a disposizione per completare il puzzle Alitalia. Tempo che il Commissario straordinario Giuseppe Leogrande, in audizione alla Commissione lavori pubblici del Senato, si è impegnato a rispettare, senza nascondere la complessità del lavoro per migliorare l’efficienza della compagnia aerea e tradurla in profitto economico. Stando ad alcune indiscrezioni di stampa, la strada da imboccare porta dritta ad una riduzione drastica i costi della compagnia aerea. Come? Tagliando probabilmente 8 aeromobili e, di conseguenza, procedendo con l’esubero di circa mille persone.

 

  • POPOLARE BARI – Nella giornata di ieri, L’Aula della Camera ha dato il via libera al decreto per il salvataggio della Banca Popolare di Bari, con 412 voti a favore, nessun contrario e 28 astenuti. Il testo, “recante misure urgenti per il sostegno al sistema creditizio del Mezzogiorno e per la realizzazione di una banca di investimento”, passa ora al Senato e dovrà essere convertito in legge entro il 14 febbraio. Nello specifico, il decreto prevede l’attribuzione a Invitalia di uno o più contributi in conto capitale, fino a 900 milioni di euro nel 2020, per potenziare il patrimonio del Mediocredito Centrale (MCC). L’obiettivo è consentire a MCC la promozione di attività finanziarie e di investimento, anche a sostegno delle imprese nel Mezzogiorno, anche mediante l’acquisizione di partecipazioni al capitale di banche e società finanziarie.

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