“Superpoteri a Gualtieri”. La dura replica del Mef alle accuse dei giornali

Dura replica del Ministero dell'Economia alle notizie pubblicate sul alcuni giornali in questi giorni in merito a una presunta discrezionalità di Gualtieri

Dura replica del Ministero dell’Economia e delle Finanze alle notizie pubblicate sul alcuni giornali in questi giorni in merito a una presunta discrezionalità del ministro Roberto Gualtieri nella gestione delle risorse messe in campo dal Governo per gestire l’emergenza Covid.

Le interpretazioni di una norma presente nel Decreto legge 52 del 16 giugno 2020 sulle norme speciali in materia di trattamento ordinario di integrazione salariale e assegno ordinario riportate su alcune testate giornalistiche sono “assolutamente fantasiose e prive di ogni fondamento” attacca Gualtieri.

L’accusa a Gualtieri

Il riferimento è soprattutto a Il Giornale, ma anche ad altre giornali, che hanno parlato esplicitamente di “superpoteri”nelle mani di Gualtieri perché, scrivono, “deciderà lui chi spende gli 80 miliardi di extra”. Secondo Il Giornale, Gualtieri, “che comunque è tenuto a sentire i ministri competenti, avrebbe “mano libera” nel decidere la ripartizione degli 80 miliardi di extradeficit autorizzati per far fronte all’emergenza Covid-19.

Il Corriere della Sera ha definito la norma una sorta di “budget sequestration” (“sequestro del bilancio”), la legge Usa che fissa limiti precisi alle spese discrezionali dei ministeri e che, alle volte, si è tradotta con lo stop temporaneo di alcuni servizi pubblici.

Ma, prosegue Il Giornale, ci sarebbe una differenza sostanziale: la budget sequestration è regolata dal Budget Control Act e il Congresso ha voce in capitolo sull’allocazione delle risorse. “Nel caso italiano, invece, il rafforzamento del potere di via XX Settembre non è stato annunciato alle Camere né discusso dal Parlamento e, di fatto, consegna le chiavi di Palazzo Chigi e dei singoli dicasteri con portafoglio al ministro dell’Economia”.

La smentita del Mef

Gualtieri smentisce categoricamente e piega che la norma in questione è presente anche nei decreti legge 18 del 17 marzo e 34 del 19 maggio e, come avvenuto già in passato, consente che, a seguito di apposito monitoraggio effettuato in tempo reale, eventuali risparmi collegati ad una sovrastima delle spese relative ad una certa misura possano essere utilizzati a copertura di eventuali sottostime di altre misure già previste dai decreti legge messi in campo dal Governo per fronteggiare l’emergenza Covid.

Un vero e proprio meccanismo di vasi comunicanti dunque, peraltro già utilizzato in precedenza, che, scrive sempre il Mef, “favorisce l’erogazione in continuità delle risorse a favore delle categorie interessate ed è volto a rendere più veloci ed efficienti le procedure di spesa”.

Il decreto 52 dunque non assegnerebbe alcun “superpotere” al ministro dell’Economia, e non consente comunque, in nessun caso, l’adozione di scelte discrezionali. Le variazioni di spesa rispetto alle stime iniziali non sono discrezionali, ma collegate all’effettivo andamento delle uscite legate alle diverse misure approvate. “Misure – conclude Gualtieri – che non possono in alcun modo essere modificate rispetto a quanto stabilito dalla legge”.

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