Accordo Governo-Regioni vacilla nella notte, i Governatori: “Rischio caos”

Le Regioni temevano che il Dpcm depotenziasse le loro linee guida unitarie. Verso le 3.30, la nuova intesa

Ha vacillato nella notte l’intesa tra Governo e Regioni sulle riaperture, faticosamente portata a casa venerdì in tarda serata e successivamente approvata in Cdm. Per oggi, domenica, è infatti atteso il Dpcm che dovrebbe dare attuazione al decreto legge varato nelle scorse ore dall’Esecutivo, ma a un certo punto, come racconta Adnkronos, un nuovo braccio di ferro tra le parti ha fatto temere il peggio.

Nuovo braccio di ferro Governo-Regioni: perché

I presidenti delle Regioni, infatti, si sono riuniti e nella notte e hanno incontrato il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia. Il “nodo” era il timore che il Dpcm potesse nei fatti indebolire e depotenziare le linee guida unitarie delle Regioni.

Le questioni sul tavolo sarebbero state in particolare due: l’accordo sull’articolo 6 modificato, che “concede” alle Regioni l’adozione di propri protocolli nel rispetto dei principi contenuti nei protocolli o nelle linee guida nazionali, poi contenuto nel Dpcm, e le linee guida regionali citate nella premessa del decreto, che i Presidenti volevano allegate.

I timori dei Governatori

Il Governatore ligure Giovanni Toti aveva sintetizzato la questione in questi termini: “Il problema è che il Dpcm del governo, su cui ha messo le mani qualche tecnico un po’ troppo zelante, non recepisce la sostanza dell’accordo politico raggiunto ieri. Non c’è il richiamo alle linee guida delle Regioni (quelle che le categorie economiche vogliono), chiama in causa non meglio precisate linee guida nazionali, inibisce alcune facoltà di deroga regionali. Così rischiamo il caos”.

 “Temiamo”, aveva detto poi, “che l’accordo politico raggiunto venerdì sia stato depotenziato dai vari comitati tecnico scientifici. E se non c’è chiarezza di regole o peggio regole assurde si creerà il caos normativo che non consentirà a nessuno di aprire”, aveva avvertito.

La ricomposizione dell’intesa

Come confermano diverse fonti all’Adnkronos e ad altri media, il “nodo” si è sciolto intorno alle 3.30, quando il Governo ha deciso di rispondere alle preoccupazioni delle Regioni allegando al testo le loro linee guida. Ma fonti di Palazzo Chigi hanno dichiarato ad Adnkronos che “la verità è che alcuni Governatori hanno paura delle responsabilità e volevano più garanzie, però Stefano Bonaccini”, il presidente della Conferenza delle Regioni, “è stato bravo e la maggior parte dei presidenti ci ha aiutato a chiudere”.

Boccia: leale collaborazione

Alla fine, ad accordo raggiunto, il ministro per gli Affari Regionali Francesco Boccia ha commentato: “Lavoro intenso e molto utile per far ripartire il Paese in sicurezza”, e ha definito “legittime” le richieste delle Regioni. “L’accordo che riprende le linee guida delle Regioni per le ordinanze sancisce ancora una volta la leale collaborazione tra Regioni e Governo”, ha aggiunto.

Quindi, ha rivolto un ringraziamento ai “Presidenti per aver sempre ricercato una soluzione nell’interesse del Paese. Ogni nuovo passo è fatto su un terreno nuovo per tutti e spesso serve un’assunzione ulteriore di responsabilità”

Bonaccini e Toti soddisfatti

Soddisfatto anche Stefano Bonaccini, secondo cui “il nostro obiettivo è sempre stato quello di dare regole certe alle attività che da lunedì potranno riaprire e sicurezza a lavoratori e cittadini”. Bonaccini ha quindi sottolineato positivamente l’impegno del Governo a richiamare nel testo le linee guida elaborate e proposte dalla Conferenza delle Regioni “quale riferimento certo e principale da cui far discendere i protocolli regionali. Ciò assicurerà, peraltro, omogeneità e certezza delle norme in tutto il Paese”.

“Ore 3 e 20 del mattino. Finito ora il confronto tra Regioni e Governo sul Decreto che dovrà riaprire l’Italia a partire da lunedì”, ha scritto Toti su Facebook al termine delle trattative. “Nell’accordo le linee guida delle Regioni saranno recepite nel Decreto, in modo da dare sicurezza a tutti gli operatori economici con regole certe e applicabili. Al Paese serve semplicità e chiarezza. Domani vedremo la stesura finale del Decreto. Buonanotte amici”, ha spiegato.

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