Turismo, la ripresa c’è: i nuovi dati. Ezhaya: “Vale il 13% del Pil e darà più lavoro”

E' stato uno dei settori rimasti fermi più a lungo durante la pandemia, ma finalmente il comparto del turismo inizia a vedere la luce

È stato uno dei settori rimasti fermi più a lungo durante la pandemia, e tra quelli che più hanno sofferto perdite economiche ingentissime. Eppure, la sua guida, anche in Italia, è rimasta salda, e ha portato importanti risultati. Stiamo parlando del comparto viaggi, che solo adesso inizia a intravedere qualche spiraglio di ripresa, anche se con molta difficoltà.

Stando ai dati pubblicati ad aprile 2022, nonostante alcuni segnali di ripresa della domanda nei primi mesi di quest’anno, anche grazie al superamento del divieto di viaggiare verso i Paesi extra UE, le imprese del turismo organizzato sono rimaste impantanate in una situazione di estrema difficoltà, aggravata anche dalla guerra in Ucraina, che ha innescato un’inflazione galoppante.

L’incertezza determinata dal contesto geopolitico, il diffuso clima di sfiducia dei consumatori e la diminuita capacità di spesa degli italiani, anche a causa del salasso energetico che ci attende e che si sta già facendo sentire, sta producendo un nuovo forte rallentamento delle prenotazioni, e ha riportato il comparto in uno stato di grave sofferenza.

Cosa dicono i nuovi dati sul turismo internazionale

Tuttavia, i dati ci dicono che il turismo europeo è a un passo dai livelli del 2019. I numeri pubblicati da Eurostat fotografano una situazione molto complessa, ma non senza speranza: confrontando la prima metà dell’anno del 2022 con quella pre-pandemica, il totale delle notti passate dai turisti nelle strutture ricettive europee è pari a 1.01 miliardi, contro l’1.18 miliardi del 2019. Paragonando, però, il 2022 a due anni prima, la risalita è ancora più netta: nel 2020 parliamo di 474.7 milioni di notti trascorse, nel 2021 di 406.8 milioni.

Significa che rispetto al 2019 il dato segna ancora un -14%, mentre sul 2020 e 2021 siamo al +60 e +66%. Mettendo a confronto la prima parte del 2022 con quella dello scorso anno, il mese che ha registrato la migliore crescita è aprile, al +302%, con 44 milioni di notti nel 2021 contro le 177.6 milioni del 2022.

La ripresa del turismo internazionale, quindi, c’è, chiaramente sospinta dall’allentamento delle restrizioni Covid. Secondo l’ultimo Barometro Mondiale del Turismo dell’Unwto, nel periodo gennaio-luglio 2022 gli arrivi turistici internazionali sono quasi triplicati, facendo registrare un +172%, rispetto allo stesso periodo del 2021. Detto in altri termini, il settore ha recuperato quasi il 60% dei livelli pre-pandemia.

L’Europa e il Medio Oriente hanno mostrato la ripresa più rapida, con arrivi che hanno raggiunto rispettivamente il 74% e il 76% dei livelli del 2019. L’Europa ha accolto un numero di arrivi internazionali quasi triplo rispetto ai primi sette mesi del 2021, segnando un +190%, con risultati favoriti dalla forte domanda intraregionale e dai viaggi provenienti dagli Usa.

Il Medio Oriente ha visto gli arrivi internazionali crescere di quasi quattro volte rispetto all’anno precedente nel periodo gennaio-luglio 2022 (+287%). Gli arrivi hanno superato i livelli pre-pandemia a luglio (+3%), favoriti dagli straordinari risultati ottenuti dall’Arabia Saudita (+121%) in seguito al popolare pellegrinaggio Hajj.

Guardando il solo traffico aereo internazionale, nonostante il caos negli aeroporti questa estate, il settore ha registrato una performance notevole, con un aumento del 234% nel periodo gennaio-luglio 2022 (45% al di sotto dei livelli del 2019) e un recupero di circa il 70% dei livelli di traffico pre-pandemia a luglio, secondo la Iata. Anche le prenotazioni sulle piattaforme online sono tornate ai livelli pre-2019.

Il turismo vale il 13% del Pil e darà sempre più lavoro

La spinta, insomma, c’è, e deve proseguire. Non a caso questo è uno degli obiettivi in testa al piano di Pier Ezhaya, Direttore Generale Tour Operating di Alpitour World, che è appena stato rieletto Presidente di ASTOI Confindustria Viaggi e del Fondo ASTOI a Tutela dei Viaggiatori per il mandato 2022-2025.

Ezhaya, che ha già ricoperto la carica di Presidente nel biennio 2020-2022 e di Vicepresidente Vicario dal 2014 al 2018, ha espresso un sentito ringraziamento alla squadra che ha operato con una coesione straordinaria, ottenendo, insieme alle altre associazioni del turismo organizzato, risultati utili all’intero comparto: 700 milioni di euro di contributi a fondo perduto, 97 settimane di cassa integrazione, 60 milioni di euro di decontribuzione per nuove assunzioni, 56 milioni di euro di decontribuzione per lavoratori dipendenti, tax credit sugli affitti, finanziamenti SACE a tasso agevolato e con pre-ammortamento.

Ezhaya sottolinea anche come il biennio 2020-2022 sia stato “estremamente sfidante, ci siamo dovuti confrontare con due governi – Presidenza Conte 2 e Draghi – facendo sempre fatica a far emergere l’importanza di questo comparto, ancora troppo distante dalle priorità del Governo”.

Infatti, a oggi nessun esecutivo sembra aver capito appieno che il turismo è un’industria e come tale va trattata, lamenta, non solo perché rapprese assieme all’indotto il 13% del Pil, ma anche per le sue caratteristiche e i suoi bisogni. “Ora dovremo relazionarci con un terzo governo, auspicando che riesca a comprendere le peculiarità e i bisogni del turismo organizzato”.

La dimostrazione della forza di questo segmento arriva anche dalle previsioni occupazionali: secondo gli scenari indicati dal report di Anpal e Camera di Commercio tra i tre diversi settori che compongono l’economia – agricoltura, industria e servizi – il comparto con la maggiore crescita occupazionale nei prossimi 4 anni sarà il settore dei servizi, di cui il turismo è parte, e dove la domanda di occupazione sarà pari a 1.238.500 unità (più info sugli scenari occupazionali nel turismo qui).

Il Piano di sviluppo futuro sul turismo

ASTOI dovrà ora proprio continuare a tessere un dialogo con le istituzioni, in particolare sui fondi stanziati ma non ancora erogati, pari a 39,3 milioni di euro, per poi concentrarsi sulla ripresa delle strategie concrete del business turistico. “Vogliamo – spiega Ezhaya – essere parte attiva del PST, il Piano Strategico per il Turismo. Abbiamo tante incognite davanti a noi e non possiamo prevederle tutte, come ci ha insegnato la pandemia”.

Una cosa però ormai è certa: “Al termine di questa lunga crisi abbiamo capito, semmai ce ne fosse stato bisogno, che questo settore è coriaceo e forte, si piega ma non si spezza, fa leva sulla passione e sui valori umani che sono intrinseci del nostro mestiere per resistere e difendersi. E forse da questa pandemia abbiamo anche imparato che dobbiamo restare uniti, saper fare sistema prima di competere, creare valore prima delle quote di mercato che poi, nel caso, arriveranno da sole”.

Altro punto nodale sarà potenziare i rapporti con le associazioni estere. Tra questi – conclude – un particolare focus sulla delega agli studi di settore e alla formazione. ASTOI investirà sulla formazione, “per meglio comprendere i bisogni dei consumatori che verranno e la continua evoluzione tecnologica che è diventata quanto mai centrale in ogni tipo di strategia” conclude Ezhaya.