Trasporti, doppia proroga in favore dei Benetton: cosa succede ora

Con due provvedimenti che prolungano le concessioni senza alcun bando di gara, il Governo Draghi si appresta a concedere due regali alla famiglia trevigiana

A prima vista, la dicitura inserita nel testo del provvedimento rischia di trarre in inganno: si parla infatti di voler “contenere gli effetti economici” della pandemia e di porsi l’obiettivo di “salvaguardare i livelli occupazionali”.

Ma l’articolo 2 del decreto numero 121 dello scorso 10 settembre appare sempre più chiaramente come l’ennesimo regalo alle aziende che gestiscono e amministrano il mondo delle autostrade italiane (qui tutte le novità per il cash che rimborsa i pedaggi agli automobilisti).

A partire dai Benetton, che non regnano solo sulle grandi vie nazionali di comunicazione, ma anche sui cosiddetti “servizi di ristoro”, meglio conosciuti come Autogrill.

Sono oltre 200 quelli dislocati su tutto il territorio e sono tutti controllati da Schematrentaquattro SpA, la società le cui quote appartengono al 100% a Edizione Srl, la finanziaria di proprietà proprio della famiglia Benetton.

Autostrade, la mossa del ministro Enrico Giovannini

L’agevolazione nei confronti della casa di moda più famosa d’Italia è scritta nero su bianco proprio nel decreto licenziato dal Governo Draghi poco meno di due mesi fa.

Il Consiglio dei ministri ha infatti approvato una norma recante “disposizioni urgenti in materia di investimenti e sicurezza nel settore delle infrastrutture autostradali”, che in questi giorni è all’esame della Camera per la conversione in legge.

Il ministro competente Enrico Giovannini – titolare del dicastero per le Infrastrutture e la Mobilità sostenibili – chiesto e ottenuto la proroga fino al prossimo 31 dicembre 2021 per l’adeguamento dei Pef, ossia i piani economico-finanziari al nuovo regolamento sulla gestione e sulle tariffe delle autostrade, entrato in vigore il 1 gennaio 2020.

La decisione dell’Esecutivo è in controtendenza con quanto previsto dal Decreto Genova approvato nel 2018 sull’onda emotiva della rabbia suscitata dalla tragedia del crollo del Ponte Morandi.

Il documento approvato dal primo governo presieduto da Giuseppe Conte predispone infatti l’introduzione di nuove condizioni più stringenti per la gestione delle autostrade, correlate da un nuovo meccanismo tariffario e da un incremento delle verifiche degli investimenti sulla manutenzione.

Predisposizioni che al momento non potranno essere messe in pratica, vista la proroga in bianco che è stata concessa senza l’inserimento di alcun bando di gara.

La partita sugli Autogrill e lo scomodo precedente del 2019

Ma c’è un’altra concessione che gli esponenti ministeriali dei partiti di maggioranza hanno deciso di accordare alla famiglia Benetton ed è quella relativa all’amministrazione delle stazioni di servizio disseminate ai lati delle grandi vie di comunicazione.

Nell’ambito delle misure di sostegno economico, il decreto legge Infrastrutture ha infatti prorogato per due anni le concessioni dei servizi di distribuzione di carburante e di ristoro sulla rete autostradale (qui tutti i dati dei folli rincari di fine anno per benzina, diesel, gas e metano).

E così – anche questa volta senza l’inserimento di nessun bando di gara – i Benetton continueranno a gestire in piena autonomia l’attività degli Autogrill, il cui titolo in borsa sta facendo segnare continui risultati positivi.

Una scelta quantomeno discutibile quella di Giovannini, già Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali dal 2013 al 2014 durante il governo guidato dall’attuale segretario del Pd Enrico Letta.

Se non altro per il fatto che solo un mese fa la Commissione Europea ha ufficialmente messo in mora l’Italia per aver prolungato senza gara la concessione di parte delle infrastrutture pubbliche alla Sat (Società autostrada tirrenica).

Un fatto per cui il nostro Paese è già stato condannato nel 2019 dalla Corte di giustizia Ue. E anche qui è utile ricordare come la stessa Sat sia controllata al 99% proprio dalla società Aspi (Autostrade per l’Italia), la stessa incolpata della strage del capoluogo ligure di 3 anni fa.

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