Il tesoretto nascosto dello Stato che vale 50 miliardi

Con la vendita di una parte degli immobili di Stato, si potrebbero trovare risorse pari ad almeno 50 miliardi di euro per tagliare le tasse

La Federazione Autonoma Bancari Italiani (Fabi) ha avanzato una proposta che potrebbe permettere il taglio delle tasse di almeno 50 miliardi di euro. Costituendo, attraverso le banche, dei fondi immobiliari ad hoc, con l’obiettivo di attrarre risorse private, si potrebbe mettere a reddito “l’intera galassia del mattone di Stato”. Vale a dire i beni immobili pubblici, che da soli valgono quasi 300 miliardi di euro. Peccato che a oggi molte di queste strutture siano in stato di totale abbandono o utilizzate solo in maniera sporadica.

Gli immobili di Stato potrebbero aiutare a tagliare le tasse

L’idea, lanciata da Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, e rilanciata da Fabi, è quella di permettere agli investitori di migliorare il patrimonio pubblico e rendere più agevoli le operazioni di acquisto degli immobili di Stato. Un’operazione che potrebbe portare nelle casse statali circa 50 miliardi di euro, quasi due leggi finanziarie. Il che permetterebbe di raddoppiare i fondi destinati alla riduzione delle tasse per i redditi inferiori ai 35 mila euro. Oppure tagliare in parte il debito pubblico, che ha ormai raggiunto 2.750 miliardi di euro.

La base di partenza sarebbero i 1.640 miliardi di euro che giacciono, senza alcun rendimento, nei conti correnti delle famiglie italiane. Una buona percentuale di questi risparmi potrebbe confluire verso gli speciali fondi real estate per gestire il mattone di Stato. Con il doppio vantaggio di valorizzare il patrimonio pubblico e mettere a frutto i soldi fermi in banca dei risparmiatori. Benefici per la collettività e il Paese, insomma.

Con il tesoretto derivante dalla vendita degli immobili appartenenti alle amministrazioni locali si potrebbe assicurare più potere d’acquisto alle famiglie, trovando le risorse per rinnovare i contratti collettivi di lavoro scaduti e in scadenza che interessano fino a 8 milioni di lavoratrici e lavoratori, e per tagliare il cuneo fiscale, riducendo le tasse sugli stipendi, ovvero l’Irpef. Rilanciando anche l’economia, dato che da un aumento del reddito disponibile crescono anche i consumi.

Dove si trova il tesoretto degli immobili di Stato da 300 miliardi

A oggi risultano nel portafoglio immobiliare della Pubblica Amministrazione ben 779 mila proprietà. Quasi la metà è riconducibile ai Comuni. Il 52% del tale è localizzato in cinque regioni: la Lombardia, il Lazio, l’Emilia Romagna, il Veneto e la Toscana.

  • In Lombardia si trova il 16,2% del patrimonio immobiliare pubblico italiano, che vale oltre 48 miliardi di euro.
  • Nel Lazio si trova l’11,7% del patrimonio immobiliare pubblico italiano, che vale oltre 34,7 miliardi di euro.
  • In Emilia Romagna si trova il 9,1% del patrimonio immobiliare pubblico italiano, che vale oltre 27 miliardi di euro.
  • In Veneto si trova l’8,6% del patrimonio immobiliare pubblico italiano, che vale oltre 25,6 miliardi di euro.
  • In Toscana si trova l’8,3% del patrimonio immobiliare pubblico italiano, che vale oltre 24,5 miliardi di euro.
  • In Campania si trova il 7,9% del patrimonio immobiliare pubblico italiano, che vale oltre 23,5 miliardi di euro.
  • In Piemonte si trova il 7,1% del patrimonio immobiliare pubblico italiano, che vale quasi 21 miliardi di euro.
  • In Sicilia si trova il 5% del patrimonio immobiliare pubblico italiano, che vale oltre 14,7 miliardi di euro.
  • In Puglia si trova il 4,5% del patrimonio immobiliare pubblico italiano, che vale oltre 13,2 miliardi di euro.
  • In Liguria si trova il 3,3% del patrimonio immobiliare pubblico italiano, che vale oltre 9,6 miliardi di euro.
  • Nelle Marche si trova il 2,8% del patrimonio immobiliare pubblico italiano, che vale oltre 8,27 miliardi di euro.
  • In Sardegna si trova il 2,8% del patrimonio immobiliare pubblico italiano, che vale oltre 8,22 miliardi di euro.
  • Nella provincia autonoma di Trento si trova il 2,4% del patrimonio immobiliare pubblico italiano, che vale oltre 7,16 miliardi di euro.
  • In Friuli Venezia Giulia si trova il 2,4% del patrimonio immobiliare pubblico italiano, che vale oltre 7,14 miliardi di euro.
  • In Calabria si trova il 2,1% del patrimonio immobiliare pubblico italiano, che vale oltre 6,1 miliardi di euro.
  • In Abruzzo si trova l’1,8% del patrimonio immobiliare pubblico italiano, che vale oltre 5,2 miliardi di euro.
  • In Umbria si trova l’1,3% del patrimonio immobiliare pubblico italiano, che vale oltre 3,9 miliardi di euro.
  • In Basilicata si trova lo 0,9% del patrimonio immobiliare pubblico italiano, che vale oltre 2,8 miliardi di euro.
  • Nella provincia autonoma di Bolzano si trova lo 0,8% del patrimonio immobiliare pubblico italiano, che vale oltre 2,2 miliardi di euro.
  • In Valle D’Aosta si trova lo 0,7% del patrimonio immobiliare pubblico italiano, che vale oltre 2,15 miliardi di euro.
  • In Molise si trova lo 0,4% del patrimonio immobiliare pubblico italiano, che vale oltre 1,2 miliardi di euro.

In totale sul suolo nazionale si trovano immobili per 296,9 miliardi di euro. Dalla vendita di una piccola parte di questo patrimonio – parliamo, come già detto, di strutture non utilizzate o in stato di abbandono – lo Stato potrebbe ricavare almeno 50 miliardi di euro. Che potrebbero essere usati per fermare anche i rincari sulla spesa di cui vi abbiamo parlato qui.

O potrebbero essere utili per tagliare le tasse, come già promesso qua da Mario Draghi per il 2022. E attenzione alle date. A giugno si pagano numerose tasse: ecco quali sono.