Sostegni Bis, perché Mattarella ha richiamato Parlamento e governo

Il presidente della Repubblica stava per rinviare il decreto legge alle Camere

Dopo essere stato adottato dal Governo in straordinari casi di necessità e urgenza, il decreto legge (definito anche d.l o “decreto catenaccio”) viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale della Repubblica ed entra in vigore immediatamente o il giorno dopo la pubblicazione. Nei cinque giorni successivi alla pubblicazione, il provvedimento deve essere presentato al Parlamento, pena la perdita di efficacia, che ha 60 giorni per convertirlo in legge a partire dal giorno della pubblicazione.

È questo, naturalmente, anche il caso del dl Sostegni Bis, che è stato adottato dal Consiglio dei Ministri il giorno 20 maggio 2021 e ha passato l’esame delle Camere il 14 luglio 2021, dopo l’ultimo passaggio alla Camera dei Deputati. In fase di conversione, il decreto legge segue lo stesso iter di formazione della legge ordinaria: è necessaria, quindi, l’approvazione del presidente della Repubblica affinché esso venga emanato, così come l’autorizzazione della prima carica dello Stato è necessaria ai fini dell’entrata in vigore del decreto legge (che quindi, come la legge ordinaria, deve essere promulgato dal Quirinale).

Il decreto Sostegni Bis ha rischiato di non passare quest’ultima fase. E ai presidenti Casellati (Senato), Fico (Camera) e Draghi (Consiglio) è arrivato il monito dell’inquilino del Quirinale, che ha spiegato perché potrebbe, in futuro, esercitare la facoltà di rinviare alle Camere la una legge di conversione di un dl per una nuova discussione in Parlamento.

Ecco le ragioni di Mattarella.

Cosa ha detto Mattarella su decreto Sostegni Bis

Mattarella ha firmato il Sostegni Bis, che quindi continua ad essere efficace. All’interno tante norme connesse all’emergenza Coronavirus, che rientra nella formula, premessa indispensabile al ricorso alla decretazione di urgenza, di “straordinari casi di necessità e urgenza”. Il Sostegni Bis introduce molte novità: incentivi, nuove regole sullo smart working (qui tutti i dettagli su come cambia il lavoro agile), contributi a fondo perduto e molto altro ancora (qui il contenuto della legge di conversione, spiegato bene). Ma per l’alta carica dello Stato, il problema è l’eccessivo uso di emendamenti con norme fuori tema.

Cosa ha detto Mattarella sui decreti legge, perché potrebbe rinviarli alle Camere

Nel testo della lettera inviata al Parlamento, Mattarella ha premesso di aver provveduto alla promulgazione in considerazione dell’imminente scadenza. Per Mattarella c’era l’alto rischio, in caso di rinvio, di pregiudicare o ritardare l’erogazione di sostegni essenziali per milioni di famiglie e di imprese. Tuttavia, Mattarella ha detto di aver avvertito la responsabilità di sollecitare nuovamente Parlamento e governo ad assicurare che nel corso dell’esame parlamentare vengano rispettati i limiti di contenuto dei provvedimenti d’urgenza. Nel caso del Sostegni Bis, la finalità unitaria consisteva nell’introdurre misure di sostegno economico in relazione all’emergenza della pandemia.

Il testo della legge di conversione, invece, rileva il presidente della Repubblica, presenta 393 commi aggiuntivi, rispetto ai 479 originari. Tra le modifiche introdotte alcune solleverebbero perplessità: ad esempio, l’art. 7-ter, in materia di recupero, riconversione funzionale e valorizzazione di beni demaniali ad uso militare situati all’interno di parchi nazionali; o l’art. 9, comma 1-quater, in tema di autonomia scientifica dell’lNGV (Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia). Cosa c’entrano con l’oggetto del decreto, che contiene: “Misure urgenti connesse all’emergenza da COVID -19, per le imprese, il lavoro, i giovani, la salute e i servizi territoriali”? Questa la questione posta dalla prima carica dello Stato.

“Inserimenti di norme con queste modalità, oltre ad alterare la natura della legge di conversione, recano pregiudizio alla qualità della legislazione, possono determinare incertezze interpretative, sovrapposizione di interventi, provocando complicazioni per la vita dei cittadini e delle imprese nonché una crescita non ordinata e poco efficiente della spesa pubblica”. Questo il commento, critico, di Mattarella. “Occorre dunque modificare l’attuale tendenza”, è la conclusione del presidente, secondo il quale i decreti legge devono presentare un oggetto il più possibile definito e circoscritto per materia.

“Per quanto riguarda le mie responsabilità, valuterò l’eventuale ricorso alla facoltà prevista dall’articolo 74 della Costituzione nei confronti di leggi di conversione di decreti-legge caratterizzati da gravi anomalie che mi venissero sottoposte”. Così Mattarella evoca il rinvio alle Camere dei prossimi disegni di legge di conversione e decreti d’urgenza.

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