Il piano di Draghi sul cuneo fiscale: più soldi in busta paga

Nel provvedimento "corposo" annunciato dal premier l'intervento sul carico fiscale per aumentare le retribuzioni

Un decreto da 10-12 miliardi di euro atteso per fine luglio nel quale ci sarà anche il taglio del cuneo fiscale che dovrebbe portare a 100 euro in più alle buste paga medio basse. L’intervento del governo è il risultato dei lavori sul patto sociale portato avanti con Cgil, Cisl e Uil, che il presidente del Consiglio Mario Draghi ha spiegato in conferenza stampa. Ridurre il carico fiscale sulle retribuzioni più basse è uno degli obiettivi del provvedimento “corposo” annunciato dal premier, insieme ad altre misure per arginare il caro-prezzi a partire dai nuovi sostegni a famiglie e imprese sulle bollette e della proroga del taglio delle accise dei carburanti.

Il piano di Draghi sul cuneo fiscale: la conferenza

Il decreto previsto per fine mese per mettere un freno all’inflazione che “erode il potere d’acquisto delle famiglie” contiene molti punti sul lavoro che troveranno conferma nella legge di Bilancio.

Obiettivi principali del governo in questo senso sono rappresentati dal cuneo fiscale e dai rinnovi contrattuali perché, come sottolineato dal premier “non è accettabile” che alcuni contratti siano scaduti da tre anni, se non addirittura da nove.

“L’economia italiana continua a crescere – ha spiegato Mario Draghi – ma le previsioni sono piene di rischi, a partire dal costo della vita. Complessivamente, la nostra economia rispetto a quelle di altri grandi Paesi dell’Eurozona al momento sta andando meglio delle attese, ma sarei esitante ad estrapolare questo nei prossimi trimestri per i rischi che ci sono e sono davanti ai nostri occhi”.

Alla fine di un incontro definito “positivo” con le sigle sindacali il premier ha dichiarato di aver presentato “le linee guida su temi chiave come i contratti collettivi e il cuneo fiscale. Abbiamo concordato di rivederci tra due settimane quando il governo presenterà un provvedimento corposo e in quell’occasione, prima di discuterlo in cdm, avremo un altro incontro con le forze sociali”.

Come spiegato da Draghi, l’esecutivo intende intervenire sul “cuneo fiscale per i lavoratori a partire dai salari più bassi: intendiamo intervenire in maniera decisa grazie agli spazi nella finanza pubblica”.

Il presidente del Consiglio ha però tenuto a sottolineare che “il governo non è che non ha fatto nulla: abbiamo già fatto molto per famiglie e imprese con interventi da 33 mld. Cifra che una volta era di una-due manovre di bilancio mentre ora sono per mitigare i prezzi per i più fragili” (qui abbiamo riportato le parole di Draghi sulla tenuta del governo e sull’ipotesi di un bis senza il M5s).

Il piano di Draghi sul cuneo fiscale: 100 euro in più in busta paga

Il raddoppio dello 0,8% dell’esonero contributivo in vigore quest’anno per i redditi fino a 35mila euro, per 1,5 miliardi di euro stanziati dallo Stato, sarebbe una delle soluzioni per diminuire il carico fiscale che grazie a questo intervento ha fatto già aumentare gli stipendi di 160 euro.

Per il taglio del cuneo fiscale all’esame del governo Confindustria chiede al governo di stanziare 16 miliardi di euro, mentre i sindacati chiedono risorse per arrivare a incrementare di 100-150 euro le buste paga.

In ballo anche l’introduzione del salario minimo che però nella versione italiana, di cui abbiamo parlato qui, proposta dal ministro del Lavoro, Andrea Orlando, non dovrebbe prevedere una cifra di base, come i 9 euro lordi chiesti dal M5s, ma un’estensione del Tec, il trattamento economico complessivo stabilito dai contratti di categoria firmati dalle associazioni più rappresentative anche ai lavoratori appartenenti allo stesso settore ma non coperti dal contratto (qui avevamo spiegato cosa succede in autunno su pensioni e salario minimo).