Prezzo alle stelle e introvabile: allarme per un materiale

Il combustibile derivato dalla lavorazione del legno è entrato nelle case di milioni di italiani, che ora però devono fare i conti con un rincaro mai visto

Una cosa è certa. Quella del 2022 passerà alla storia come una delle estati più difficili per moltissimi italiani (e non solo) dal punto di vista economico. L’inflazione galoppante che non accenna a placarsi nel breve periodo – con decine di prodotti alimentari che hanno visto schizzare alle stelle il proprio prezzo al dettaglio – e le ripercussioni del conflitto in Ucraina sulla disponibilità di merci a livello globale, stanno mettendo a dura prova la stabilità di migliaia di famiglie e imprese.

A fare da sfondo a questo difficile scenario c’è la questione del costo del gas, che ha raggiunto livelli mai visti prima dal Dopoguerra ad oggi, creando non pochi problemi ad imprese e consumatori che nel corso degli anni non hanno avuto modo di convertire la propria spesa energetica, rimanendo ancorati a questo combustibile.

Sempre più italiani scelgono il pellet, ma ora il prezzo è alle stelle: le cause degli aumenti

D’altronde, tutte le classi politiche che hanno governato il nostro Paese nel corso dei decenni hanno scelto di usufruire di questa modalità per sopperire ai bisogni dei cittadini, che tramite il consumo sempre maggiore di gas hanno potuto fare funzionare le proprie cucine, riscaldare l’acqua e climatizzare gli ambienti interni. Il tutto mentre le industrie bruciavano gas per far funzionare i macchinari e gli automobilisti iniziavano ad acquistare vetture alimentate a gpl.

Nel corso degli ultimi anni, un’alternativa che ha preso piede molto velocemente tra le scelte degli italiani è rappresentata dal pellet, un materiale che milioni di persone hanno scelto (e continuano a scegliere) per alimentare le stufe di ultima generazione.

Imprese e aziende da Nord a Sud hanno scelto di convertire la propria linea produttiva, iniziando a commercializzare questo combustibile ricavato dagli scarti della lavorazione del legno (come la piallatura e la segatura) quali schegge e ritagli vari, che si presentano sotto forma di cilindretti pressati. Un’inversione di tendenza che ha coinvolto buona parte del Paese, facendo arrivare l’Italia ad essere il primo Stato europeo per numero di apparecchi domestici installati che consumano pellet.

Quanto pellet si consuma in Italia e da dove arriva: il rincaro del costo al sacchetto preoccupa le famiglie

I numeri parlano chiaro: sono circa 2,2 milioni gli impianti di questa tipologia presenti ad oggi nelle case dei cittadini. Il 99% è rappresentato da stufe e camini con una potenza inferiore ai 35 kilowatt, mentre sono residuali le caldaie di portata superiore.

L’Italia importa il 90% del pellet necessario per soddisfare il fabbisogno nazionale. I fornitori principali sono Slovacchia, Repubblica Ceca, Austria e Croazia. Ma soprattutto la Russia, ed è qui che nasce il problema che sta ulteriormente gravando sulle tasche degli italiani.

Come detto, la guerra sta rendendo difficili i traffici globali e le sanzioni sempre più dure nei confronti del Cremlino stanno ostacolando in maniera via via crescente le esportazioni di Mosca. E così anche il prezzo del pellet è salito a causa della scarsa reperibilità. Le cifre non mentono: se fino a poco tempo fa un sacchetto da 15 chili veniva acquistato ad un costo compreso tra i 5 e i 6 euro (con picchi al ribasso fino a 4,94 euro in alcune regioni del Centro e del Sud), oggi il listino è salito ad una media di 8,88 euro, ma diversi consumatori denunciano di aver acquistato un sacchetto di pellet anche a 9,52 euro.