Nuovo decreto Aiuti, Draghi chiede la proroga del bonus 200 euro

Un Dl Aiuti bis dovrebbe arrivare nonostante la fine del governo con il rinnovo delle misure a sostegno delle famiglie

Anche se in carica per i soli affari correnti, “nei limiti del perimetro che è stato disegnato” dal Presidente della Repubblica, Mario Draghi non ferma l’azione dell’esecutivo e ritiene essenziale portare avanti i provvedimenti a sostegno di famiglie e imprese. La caduta del governo ha interrotto i lavori su un “Decreto Aiuti bis” inizialmente da 25 miliardi, contenente il rinnovo del bonus una tantum da 200 euro e altre misure come il taglio dell’Iva e delle accise. Con il restringimento dei margini di manovra politica le risorse per questo nuovo decreto scenderebbero a 10 miliardi, ma potrebbero limitarsi a soli 3-4 miliardi per prorogare gli interventi necessari come quello sulle bollette.

Nuovo decreto Aiuti in arrivo, proroga del bonus 200 euro allo studio

Nel caos della campagna elettorale appena iniziata, i partiti concedono comunque delle aperture sul nuovo Decreto Aiuti allo studio. A partire dal Movimento 5 stelle che con il mancato voto al Dl Aiuti ha innescato la crisi (qui avevamo ipotizzato gli scenari sul destino degli aiuti con le dimissioni di Draghi).

“Abbiamo sempre chiesto questi interventi per le famiglie, erano uno dei nostri nove punti consegnati a Draghi”, ha dichiarato Stefano Buffagni, deputato del M5s.

“Siamo pronti a sostenere qualsiasi intervento, anche i 200 euro purché siano distribuiti anche alle partite Iva e con meccanismo automatico, altrimenti molti li perdono perché non sanno come fare domanda. Il taglio all’Iva sul carrello della spesa ci pare invece troppo generalizzato” ha aggiunto l’ex viceministro all Sviluppo economico del secondo governo Conte.

Come programmato nell’ultimo incontro del 12 luglio, Mario Draghi incontrerà mercoledì a Palazzo Chigi prima i segretari di Cgil, Cisl e Uil e poi le imprese, per salvare quello che rimane del patto progettato dal premier con le parti sociali (qui le conseguenze della caduta del governo sulla riforma delle pensioni).

Landini, Sbarra e Bombardieri chiederanno intanto di dare il bonus da 200 euro a alle categorie finora rimaste escluse come gli agricoli, i lavoratori somministrati, i precari della scuola e gli stagionali (qui avevamo spiegato quando sarebbe arrivato il bonus 200 euro anche per gli autonomi e i professionisti).

Secondo le stime dei tecnici del Tesoro il rinnovo dell’indennità una tantum costerebbe tra i 6 e i 6,5 miliardi di euro.

Nuovo decreto Aiuti in arrivo, le ipotesi

Tra le ipotesi allo studio sulle misure da inserire nel Dl aiuti bis si valuta anche un taglio dell’Iva, alternativo o in concomitanza con il bonus da 200 euro.

La sforbiciata riguarderebbe alcuni beni di largo consumo nel carrello della spesa, come la pasta e il latte, sempre con l’obiettivo di alleviare la morsa dell’inflazione sulle famiglie italiane.

“Se ci sono risorse a disposizione, come i 10 miliardi, allora usiamole: farlo non compromette la legge di bilancio, anche perché le famiglie soffrono e non possiamo girarci i pollici fino ad ottobre”, dice Antonio Misiani, senatore e responsabile economico del Pd.

“Bisogna capire se però siamo d’accordo sulle cose da fare, a partire dall’estensione dei 200 euro ai lavoratori più fragili che ne sono stati esclusi. Poi il taglio del cuneo, se possibile. Oppure la replica dei 200 euro, meglio del taglio dell’Iva che non è selettivo. Gli italiani hanno bisogno qui ed ora e non capirebbero l’ennesimo circo Barnum di veti e promesse elettorali”.

In previsione del ritorno dalle vacanze il governo dovrà affrontare anche il rinnovo del taglio delle accise sui carburanti: lo sconto di 30 centesimi in scadenza il 2 agosto è stato rinnovato fino al 21, ma il prezzo di benzina e diesel continua a scendere a fatica  e per la fine dell’estate sarà necessario una nuova proroga (qui per saperne di più sull’ultima proroga del taglio delle accise).

Discorso valido anche per il taglio degli oneri di sistema caricati sulle bollette di luce e gas, che rimane in vigore fino al 30 settembre: resta scoperto l’ultimo trimestre per il quale il governo dimissionario o quello che verrà dovrà trovare le risorse.