Maxi stangata su questi cibi: i rincari nel carrello

Il costo della verdura vede un'impennata del 25% a causa dell'inflazione galoppante, ma anche i coltivatori sono in crisi e non ce la fanno

Ancora rincari nel carrello. L’inflazione crescente continua a creare grosse difficoltà agli italiani, facendo aumentare considerevolmente i prezzi della spesa alimentare. A lanciare l’allarme è Coldiretti, che spiega che i rialzi, come calcolati dall’Istat, mostrano che per il cibo le famiglie devono oggi spendere il 13,1% in più rispetto al mese precedente. La rilevazione sul mese di ottobre si aggiunge a quelle dei mesi precedenti, in cui i cittadini del Belpaese hanno visto costantemente il loro potere di acquisto crollare. In particolare, viene sottolineato dall’associazione, per una categoria di prodotti si sta già assistendo a rialzi straordinari.

Prezzi più cari per frutta e verdura: cifre record per il carrello della spesa

I prezzi al dettaglio della frutta sono aumentati del 6,5%, mentre per la verdura si arriva addirittura al 25,1%. Diventa sempre più difficile comprare l’insalata, i pomodori e gli ortaggi. Anche se in campagna c’è una crisi profonda, e i produttori devono vendere addirittura 4 kg di mele per poter raggiungere la cifra di denaro necessaria all’acquisto di un caffè.

È infatti anche la forbice dei prezzi tra i coltivatori e i consumatori a crescere in maniera esponenziale, arrivando ad aumentare anche di cinque volte dal campo alla tavola.

Gli italiani sono costretti a spendere sempre di più per frutta e verdura, trovandosi di fronte alla necessità di ridurre gli acquisti al minimo indispensabile e seguendo una dieta non salutare, mentre le aziende agricole non riescono a coprire i costi di produzione.

Secondo quanto rilevato dall’Istat e da Coldiretti, infatti, le famiglie hanno tagliato del 9% rispetto al 2021 gli acquisti relativi alla frutta e alla verdura. Che ora sono ai minimi dall’inizio del secolo.

I motivi dei rincari, che colpiscono tutta la filiera: i coltivatori sono in crisi

Tuttavia il Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria del Ministero delle politiche agricole, alimentari e forestali (che ora è stato rinominato Ministero dell’Agricoltura e della Sovranità alimentare, tra le polemiche, come spiegato qua): più di un’azienda agricola su dieci (l’11%) è in situazioni così critiche da aver cessato l’attività, e un terzo del totale nazionale (il 30%) lavora in condizioni di reddito negativo.

Oltre ai danni che sono stati provocati nell’ultimo dal cambiamento climatico, con una sensibile riduzione dei raccolti, i bilanci delle aziende sono alleggeriti anche dai rincari che riguardano i carburanti per i macchinari, il costi di riscaldamento delle serre, i prezzi dei fitofarmaci e dei fertilizzanti.

Senza considerare poi i costi degli imballaggi, con la plastica utilizzata per le vaschette, le retine e le buste che ha subito rincari del 70%, la carta per i bollini e le etichette con rincari del 35% e il cartone ondulato per le cassette del 60%. Anche le cassette in legno costano molto di più del passato, con rialzi del 60%.

Ettore Prandini, presidente di Coldiretti, ha sottolineato che è necessario un intervento per fermare il caro energia e abbattere costi di produzione per salvare le aziende agricole e le stalle. Magari con accordi di filiera con le industrie per garantire prezzi equi che non scendano sotto i costi di produzione, come prevede la nuova normativa sulla concorrenza contro le pratiche sleali e le speculazioni. Solo così sarà possibile fermare la maxi stangata del carrello della spesa anche per le famiglie.

Per gli italiani si prospetta infatti la chiusura di un anno terribile, che ha già gravato per 2.600 euro in più sui bilanci dei singoli nuclei, come anticipato qua. Per le bollette sono inoltre attesi rialzi monstre, che potrebbero però subire l’effetto delle variazioni del prezzo del gas. Ne abbiamo parlato qua.