Macron, affari in Qatar: quanto vale il super accordo con Dubai

In trasferta nei paesi del Golfo, il numero uno dell’Eliseo tornerà in patria forte di un accordo miliardario per la fornitura di 80 aerei da caccia

Mentre il presidente francese Emmanuel Macron conversava con il principe ereditario Mohammed Bin Zayed (noto con lo pseudonimo di MBZ) nei luoghi dell’Esposizione universale di Dubai, il direttore generale della multinazionale Dassault Aviation – il transalpino Eric Trappier – era impegnato nella sigla di un documento di fondamentale rilevanza per l’Eliseo.

Si tratta del più importante contratto di fornitura militare dell’industria aereonautica francese (che vanta già numeri da capogiro): è stato infatti trovato l’accordo per la vendita agli Emirati Arabi Uniti di 80 aerei da caccia della tipologia Rafale per un introito complessivo di oltre 17 miliardi di euro.

La trattativa andava avanti ormai da diverso tempo. Cominciata ben 13 anni fa dall’allora presidente Nicolas Sarkozy e proseguita fra alti e bassi dal suo successore Francois Hollande, sarà l’attuale numero uno di Francia a potersi intestare il merito di averla portata a buon fine, dopo aver condotto il negoziato su un terreno estremamente fertile (sul versante economico) per le casse d’Oltralpe.

Il tour nel Golfo per imporre la propria leadership nell’area

Un successo che sottolinea il nuovo peso della Francia nella regione del Golfo, in concomitanza con in progressivo disimpegno americano che ha avuto il suo momento culmine nella disastrosa e nociva ritirata delle truppe Usa dall’Afghanistan.

L’accordo ripaga almeno in parte l’Eliseo dopo lo smacco di metà settembre, quando l’Australia stracciò l’accordo dei sottomarini (che vedeva coinvolte anche Washington e Londra). Infatti, l’intesa raggiunta a Dubai potrebbe portare a triplicare i posti di lavoro che ruotano attorno alla produzione dei Rafale (oggi sono 7 mila gli impiegati nel settore, con oltre 400 aziende coinvolte oltre a Dassault Aviation).

L’aereo è operativo dal 2004 e la sua storia parla di un successo crescente nel corso degli anni: per lungo tempo nessuno al di fuori della Francia desiderava fornirsene, ma poi la diffidenza è andata scemando e ad oggi fa parte dell’aviazione militare di ben sei Paesi stranieri (dopo l’Egitto, il primo ad acquistarne una flotta nel 2015, si sono man mano aggiunti anche Qatar, India, Grecia, Croazia ed Emirati).

Le proteste in Francia e l’incontro con MBS

Il clima di grande soddisfazione è stato rotto in patria dalle proteste dei partiti di opposizione, in particolare da quelli di sinistra. Il candidato ecologista alle prossime elezioni presidenziali Yannick Jadot ha definito il contratto “una vergogna” perché “arma regimi autoritari che disprezzano i diritti umani e si arricchiscono grazie alle energie fossili”.

Ma non si tratta solo dei Rafale. La missione di Emmanuel Macron nel Golfo arriva dopo le discusse rivelazioni del sito transalpino Disclose sull’aiuto militare e di intelligence all’Egitto, usato dal dittatore Al Sisi per bombardare i trafficanti al confine con la Libia e per reprimere le voci a lui dissidenti.

Dopo il contratto record con MBZ e uno scalo nel Qatar, Macron incontrerà in Arabia saudita MBS, ovvero il principe Mohamed Bin Salman. Sarà così il primo leader occidentale in carica a stringergli la mano (Matteo Renzi è semplice senatore) in un incontro blaterale dopo l’uccisione nel 2018 del giornalista Jamal Khashoggi.

© Italiaonline S.p.A. 2022Direzione e coordinamento di Libero Acquisition S.á r.l.P. IVA 03970540963

Macron, affari in Qatar: quanto vale il super accordo con Dubai