L’economia italiana e il lavoro crescono più del previsto: cosa ha detto Draghi e quali scenari futuri

L'economia italiana cresce, e lo fa a ritmi addirittura inattesi. Cosa aspettarsi per il prossimo futuro secondo il premier Draghi

L’economia italiana cresce, e lo fa a ritmi addirittura inattesi. La stima completa dei conti economici trimestrali relativi a aprile-giugno conferma la crescita sostenuta del Pil della nostra economia nel secondo trimestre del 2021 diffusa nella stima preliminare, con aumenti del 2,7% in termini congiunturali e del 17,3% in termini tendenziali.

Il recupero dell’attività produttiva che l’Istat definisce “forte” riflette un aumento marcato del valore aggiunto sia nell’industria sia nel terziario. Dal lato della domanda, a sostenere la crescita del Pil sono state le componenti interne dei consumi e degli investimenti, il cui contributo è stato di +2,6 e +0,5 punti percentuali, mentre la componente estera ha fornito un apporto di 0,3 punti.

Anche le ore lavorate sono cresciute, del 3,9% in termini congiunturali, e le posizioni lavorative dell’1,9%, mentre i redditi pro capite sono risultati sostanzialmente stazionari.

Cosa ha detto Draghi sull’economia

I dati positivi sono confermati anche dal premier Mario Draghi in conferenza stampa, presentando le nuove misure su green pass, obbligo vaccinale, terza dose e scuola. Draghi si sofferma infatti anche sull’economia. “Come sapete l’economia continua a crescere, cresce anche più delle aspettative, molto di più di quanto ci si fosse aspettati”.

Il mercato del lavoro “va bene”: ci sono circa mezzo milione di occupati in più. L’occupazione in generale non mostra segni di cedimento, spiega il premier. “Anche lì naturalmente vi sono situazioni riprovevoli per il modo in cui sono state condotte e anche lì il Governo dovrà intervenire caso per caso, ma generalmente la situazione è favorevole”.

Attenzione però. Draghi non vuole scivolare nell’autocompiacimento per queste cifre, “perché è vero che sono alte, è vero che l’economia italiana non le vedeva da non so quanti decenni, ma è anche vero che il nostro Pil è caduto in una maniera che non si vedeva da molti decenni in Italia nel 2020”.

Questo è in parte “un grande rimbalzo”, che sta avvenendo un po’ in tutti i Paesi e chi è caduto di più rimbalza di più e chi è caduto di meno rimbalza di meno.

Quali sfide per il futuro

La vera sfida verrà poi nei primi due trimestri dell’anno prossimo: riuscire a mantenere un tasso di crescita considerevolmente più elevato di quello che si aveva prima della pandemia, continua il presidente del Consiglio, “è lì che si giudicherà veramente la capacità dell’economia italiana di trasformarsi e di diventare strutturalmente più solida, ma intanto sicuramente son buone notizie quelle che vediamo”.

Un momento particolarmente impegnativo per il Governo questo, che si appresta nelle prossime settimane a varare tutta una serie di riforme, in tema di concorrenza, fisco, giustizia e altro.

Ci sarà poi da affrontare il problema fondamentale delle politiche attive del lavoro, perché noi siamo in un periodo di transizione”: una profonda transizione tecnologica verso un’economia sostenibile, e quindi è prevedibile che molti settori dovranno ristrutturarsi, alcuni dovranno rallentare la loro attività produttiva, “per cui bisogna che il Governo abbia una visione industriale che permetta di allocare, riaddestrare lavoratori nei vari settori”.

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