Italia, aumento record del Pil superiore alla Germania: così rinasce l’Europa

Tutta l'Europa scongiura il rischio di una nuova recessione economica anche grazie al vaccino anti Covid, e l'Italia traina la ripresa

Il Pil dell’Italia è aumentato del 2,7% nel secondo trimestre del 2021 rispetto al trimestre precedente e del 17,3% in termini tendenziali. Dopo un inizio anno in lieve recupero, l’economia nostrana ha così registrato una crescita sostenuta. A essere particolarmente interessato dal recupero è il settore dei servizi, ed è in crescita anche l’industria. Rimane stabile invece l’agricoltura.

L’eccezionale incremento tendenziale deriva dal confronto con il secondo trimestre del 2020, in cui è stato toccato un punto minimo causato dalla crisi economica e sanitaria dovuta alla pandemia di Covid-19. La stima dell’Istat è provvisoria e basata su indicatori e dati parziali che potrebbero essere rivisti nei prossimi trimestri.

Dopo il crollo di quasi 9 punti percentuali lo scorso anno, l’Italia dovrebbe crescere nel 2021 del 4,8%, in base alle previsioni Istat, o del 4,9%, in base a quelle del Fondo Monetario Internazionale. Si tratta di stime superiori a quelle precedenti, che si avvicinano all’obiettivo del numero uno del Mef Daniele Franco, che a più riprese ha parlato di una crescita del 5%.

Europa in ripresa, l’Italia batte la Germania sull’aumento del Pil

Lo straordinario balzo del Pil è in linea con il resto della zona euro, dove è salito mediamente del 2%, e del complesso dei Paesi membri dell’Unione Europea, dove si registra un aumento medio dell’1,9%.

La ripresa europea potrebbe essere a tutti gli effetti trainata da Italia e Spagna, come ha sottolineato il commissario europeo Paolo Gentiloni. Lo stato iberico dovrebbe crescere addirittura del 6,2%. Ottime cifre anche per la Francia, che quest’anno dovrebbe vedere il Pil aumentare del 5,8%.

Gli altri Paesi europei, pur scongiurando la recessione causa Covid, crescono meno. Il Pil della Germania nel secondo trimestre del 2021 è aumentato dell’1,5%. Per tutto il 2021 la crescita del Paese, da sempre simbolo di produttività, dovrebbe essere del 3,6%.

Perché aumenta il Pil in Occidente: è merito anche del vaccino

La ripresa europea rispecchia quanto previsto dal World Economic Outlook del Fmi, con una crescita globale del 6% nel 2021 e del 4,9% del 2022. Tuttavia questi dati positivi interesseranno solo i Paesi più avanzati, con il vaccino anti Covid che rappresenta la “linea di confine” tra gli stati che torneranno alla normalità e quelli che vivranno una crisi economica.

Nella seconda parte del 2021, infatti, i Paesi che avranno raggiunto una quota di vaccinati necessaria alla ripresa di tutte le attività produttive e commerciali, con molti contagi ma pochi ricoveri e decessi dovuti a Covid, continueranno a distanziarsi da quelli in cui si continuerà a morire per la pandemia.

Tuttavia il Weo sottolinea che l’aumento di casi e l’insorgere di nuove varianti negli stati meno sviluppati potrebbe mettere a rischio anche l’Occidente e la sua ripresa, e per questo sarà necessario scongiurare nuove ondate e inviare vaccini anti Covid nel resto del mondo.

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