Caos Ita, dimissioni di massa ai vertici: cosa sta succedendo

La decisione dei sei membri del cda di Ita Airways ha fatto nascere polemiche nel mondo della politica, ma forse non dobbiamo preoccuparsi

Ci sono ben sei dimissioni dal consiglio di amministrazione di Ita Airways, la nuova compagnia di bandiera italiana. Un vero terremoto che potrebbe mettere a repentaglio, secondo la politica, la fase di privatizzazione dell’azienda creata dallo Stato, che era stata prevista già dalla sua istituzione. Il cda ha proprio il ruolo di traghettare Ita attraverso questa fase particolare della sua storia.

Perché ci sono state dimissioni nel cda di Ita Airways

Dei nove membri del consiglio di amministrazione di Ita Airways, ben sei hanno deciso di consegnare le loro dimissioni. A scatenare polemiche nel mondo della politica, e forse a mettere a repentaglio la fase di privatizzazione, però, non è stato il passo indietro dei consiglieri.

Le loro dimissioni rientrerebbero infatti nel programma dell’azienda pubblica di passare al settore privato, come si legge nella nota stampa diffusa da loro stessi. Avendo completato la missione iniziale, mettendo le basi per il futuro della compagnia di bandiera, era infatti previsto che il cda lasciasse il posto al nuovo corso.

Tuttavia fonti vicine a Ita avevano fatto sapere che, alla base della scelta dei sei consiglieri di dare le dimissioni proprio in questo momento di transizione, ci sarebbero invece frizioni per i contratti milionari delle consulenze finanziarie esterne.

Dimissioni nel cda di Ita: critiche da parte della politica

Nel cda sono rimasti il presidente Alfredo Altavilla, l’amministratore delegato Fabio Lazzaroni e la consigliare Frances Ouseley. Hanno invece lasciato Lelio Fornabaio, Alessandra Fratini, Simonetta Giordani, Cristina Girelli, Silvio Martuccelli e Angelo Piazza.

Proprio la permanenza di Alfredo Altavilla non è stata ben accolta da più parti politiche, con critiche bipartisan da Fabio Rampelli, vicepresidente alla Camera dei Deputati di Fratelli d’Italia, e da Nicola Fratoianni, segretario nazionale di Sinistra Italiana.

La dirigenza di Ita Airways è stata duramente criticata da destra per la possibile acquisizione della compagnia di bandiera da parte di Lufthansa, ormai data per certa, che completerebbe l’operazione insieme al gruppo MSC. Un duro colpo per la “sovranità aerea italiana“.

Da sinistra invece piovono attacchi riguardo la gestione del passaggio da Alitalia alla newco, con molti dipendenti rimasti senza lavoro e senza stipendio, in una crisi ancora ben lontana dall’essere risolta.

Al presidente di Ita viene anche rimproverato il mancato coinvolgimento delle istituzioni nei passaggi fondamentali della privatizzazione.

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Stop alla privatizzazione di Ita? Parla il presidente Altavilla

Alfredo Altavilla, intervistato dal Corriere della Sera, ha comunque spiegato che dopo l’approvazione della relazione di bilancio di Ita Airways per l’esercizio 2021 si è chiusa definitivamente la fase uno della compagnia, grazie anche al via libera della Commissione Europea.

Le dimissioni, ha confermato tra le righe, sono state dunque un atto dovuto. Insieme agli altri due membri del cda, ha rassicurato, si procederà ora con la privatizzazione in modo rapido e in accordo con le indicazioni del Governo e del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

I timori per lo stop del processo, quindi, sarebbero totalmente immotivati. Lo stesso presidente ha poi confermato che molte compagnie stanno mostrando interesse per l’acquisizione di Ita. Tra queste Lufthansa e MSC, come vi abbiamo anticipato qui, Indigo e Certares.

Nel mentre ci sono buone notizie sul piano della continuità territoriale e il coinvolgimento di Ita, come spiegato qui. Vi abbiamo invece parlato qua del piano industriale che porterà alla privatizzazione della compagnia di bandiera.

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