Invernizzi, il leghista contro i no vax: chi è e quanto guadagna

Deputato di Bergamo, ai vertici della Lega, è quasi venuto alle mani con un compagno di partito. E sulle critiche al green pass chiede "Basta stupidaggini"

La crudeltà del coronavirus l’ha vista sul volto sofferente di suo padre, un medico di base e odontoiatra che nella primavera di un anno fa (tra marzo e aprile 2020) è finito in ospedale per un mese e mezzo, con tanto di intubazione nel reparto di terapia intensiva.

Da bergamasco ha vissuto in prima persona la tragedia dei primi mesi di pandemia, in mezzo allo tsunami che nella sua provincia ha mietuto più di 6 mila vittime. “Mio padre l’abbiamo preso per i capelli, per fortuna, ma nel frattempo ho perso diversi amici in quelle giornate da incubo”.

A parlare al ‘Corriere Bergamo’ è Cristian Invernizzi, classe 1977, quarantaquattro anni trascorsi per buona parte al servizio della Lega, partito in cui ha ricoperto tanti ruoli, facendo un po’ di tutto, per ultimo il commissario e segretario regionale del Carroccio in Calabria dal 2019 al 2020.

Lo scontro in Aula con il collega Golinelli

Quando la tragedia ti sfiora non c’è tempo né voglia di perdersi tra teorie astruse, cospirazionisti e aspiranti scienziati. Leghista della prima ora, sempre e costantemente allineato ai diktat della segreteria (da Umberto Bossi a Matteo Salvini, passando per la breve parentesi di Roberto Maroni), nella vicenda Covid Invernizzi si è però ritrovato a condividere di più le posizioni dei governatori Massimiliano Fedriga e Luca Zaia rispetto a quelle predominanti tra i suoi compagni parlamentari.

“Sono per il green pass e ancora di più per il vaccino. Appena ho potuto l’ho fatto di corsa”. Questa la sua scelta, chiara e inequivocabile. Invernizzi non si stanca di ricordare che a Bergamo – con il 93% dei residenti che ha ricevuto almeno la prima dose – certe posizioni siano inconcepibili, quando non suonano come oltraggiose per tanti amici e parenti che non ci sono più (qui il piano anti-Covid di Draghi per il 2022).

Anche per questo il deputato ha avuto un sussulto di rabbia quando nei giorni scorsi ha sentito per l’ennesima volta mettere in discussione la validità dei vaccini. L’invettiva proveniva dal collega Guglielmo Golinelli, a cui ha risposto usando toni duri e protestando “adesso basta stupidaggini, avete rotto il…”.

Il lungo curriculum nel Carroccio e lo stipendio di oggi

Alla sua seconda legislatura a Montecitorio (dove è stato eletto per la prima volta nel 2013), Invernizzi vanta un curriculum a prova di bomba all’interno della Lega: segretario provinciale a Bergamo dal 2006 al 2013, nel 2009 è stato candidato sindaco nel suo paese natale Arcene (sconfitto al ballottaggio per soli 3 voti) per poi ricoprire la carica di assessore alla Sicurezza del Comune di Bergamo dal 2009 al 2013.

Come tutti i suoi vicini di banco in Aula, Invernizzi percepisce un’indennità netta di 5.000 euro al mese più una diaria di 3.503,11 euro e un rimborso per spese di mandato pari a 3.690 euro. Ad essi si aggiungono 1.200 euro annui di rimborsi telefonici e da 3.323,70 fino a 3.995,10 euro ogni tre mesi per i trasporti (qui gli stipendi medi dei manager italiani).

Senza contare le eventuali indennità di funzione, il deputato Invernizzi guadagna ogni mese all’incirca 14 mila euro netti, senza contare gli eventuali rimborsi per i parlamentari che non risiedono a Roma. C’è da dire che una parte dello stipendio Invernizzi lo devolve alla Lega – come da indicazione di partito – ma lo stesso Carroccio lo ripaga con gli incarichi a livello locale (oggi è referente locale a Bergamo, ruolo per cui non ci è dato sapere il compenso).

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