I Comuni che si stanno indebitando di più in Italia

Sia chiaro: debito non vuol dire per forza crisi, ma monitorarlo aiuta sicuramente a mantenere saldi gli equilibri economici e finanziari di un Comune

Lo stabilisce l’articolo 119 della Costituzione: “I Comuni, le Province, le Città metropolitane e le Regioni hanno autonomia finanziaria di entrata e di spesa, nel rispetto dell’equilibrio dei relativi bilanci, e concorrono ad assicurare l’osservanza dei vincoli economici e finanziari derivanti dall’ordinamento dell’Unione europea”. Alle amministrazioni locali, in pratica, è concesso sforare il bilancio – nel rispetto di determinati limiti e obblighi – ma qual è il livello di indebitamento dei Comuni in Italia?

Openpolis – fondazione indipendente e senza scopo di lucro che tratta dati, li elabora e li racconta attraverso un lavoro di data journalism e report – ha analizzato la spesa dei Comuni per il debito pubblico, individuando quelli che maggiormente ve ne hanno fatto ricorso negli ultimi anni.

Debito pubblico: la spesa media nelle grandi città

Nei bilanci comunali, un’intera missione di spesa è dedicata al debito pubblico, che consiste nell’insieme delle passività finanziarie del settore valutate al valore facciale.

Sia chiaro, non è detto che un’amministrazione comunale si indebiti per via di una cattiva gestione delle risorse, perché spesso il debito viene contratto nel medio o lungo termine in vista di un investimento che ha come obiettivo un ritorno economico o di servizi.

Detto questo, Openpolis ha calcolato la spesa pro capite per debito pubblico nei Comuni con più di 200mila abitanti (nel 2020), e da quello che è emerso la grande città in cui si registra la spesa maggiore per il debito pubblico è Torino (272,78 euro pro capite). Seguono Napoli (153,77 euro), Genova (133,79 euro) e Firenze (100,79 euro). Solo due invece sono i Comuni in cui non sono riportate uscite, ovvero: Milano e Padova.

Inoltre, nel 2019, sono stati rilevati due picchi di spesa a tal proposito: quello di Napoli (349,65 euro pro capite) e quello di Torino (338,31 euro). In relazione all’anno precedente, le uscite sono aumentate dell’87% e del 111%. Nel 2019 si assiste anche a un calo di spesa, a Genova, che da 195,26 euro pro capite passa a 103,02 con una riduzione pari al 47%.

I Comuni che hanno speso di più in debito pubblico

Openpolis ha esaminato anche le spese medie (in debito pubblico) dei Comuni italiani in generale, a prescindere dalle loro dimensioni. Quello che è emerso, in questo caso, è che le uscite medie registrate in disavanzo di bilancio sono pari a 51,13 euro pro capite. Le amministrazioni che spendono di più afferiscono a regioni a statuto speciale, e sono:

  • provincia autonoma di Bolzano (170,15 euro);
  • Valle d’Aosta (115,08 euro);
  • Friuli-Venezia Giulia (107,98 euro).

I Comuni che invece riportano le spese minori sono quelli marchigiani (33,12 euro pro capite), toscani (31,44 euro) e umbri (26,68 euro).

C’è da dire, come specificato nel report, che i dati mostrano la spesa per cassa per debito pubblico e che – come già ribadito sopra – le maggiori o minori spese non implicano necessariamente una gestione positiva o negativa della cosa pubblica. Infine, bisogna aggiungere anche che spesso i Comuni non inseriscono le spese relative a un determinato ambito nella voce dedicata, a discapito di un’analisi completa. Tra le città italiane con più di 200 mila abitanti, per esempio, non sono disponibili stati resi disponibili i dati di Catania, perché alla data di pubblicazione non risultano accessibili i rispettivi bilanci consuntivi 2020.

E a proposito di classifiche: qui quella dei Comuni con le tasse più alte, mentre qui vi abbiamo parlato dei migliori posti dove lavorare in vacanza, in Italia.