Gas ai massimi storici, quanto costa e cosa farà l’Ue

Cosa c'entra la Russia, chiamata in causa da più parti e cosa ha risposto Putin alle accuse e ai sospetti

Il prezzo del gas ha toccato il suo massimo storico – l’ultima volta lo si era ribadito in questo allarmato comunicato stampa di Federmetano. Per un’azione in grado di controbilanciare l’effetto a cascata, che avrebbe un impatto sulle tasche dell’utente finale, scende in campo l’Unione Europea. I leader del continente si stanno infatti coordinando per una risposta che possa controbilanciare i rincari dell’energia, aumenti che si sono ormai avvertiti in tutti i paesi membri.

Cosa intende fare l’Ue per calmierare il prezzo del gas: le ipotesi in campo

Quali strade potrà percorrere l’Unione Europea per scongiurare bollette salatissime? Vale innanzitutto la pena ricordare che il costo del gas può variare di giorno in giorno, ma l’ARERA, l’Autorità di Regolazione Energia Reti e Ambiente, stabilisce in 0,70 euro il prezzo minimo del gas per smc – standard al metro cubo – nel mercato di maggior tutela e in 1,20 euro il massimo. I paletti valgono anche per il mercato libero.

Al momento le ipotesi in campo per calmierare il prezzo del gas sono le seguenti:

  • acquisti collettivi per tentare di abbassare le quotazioni. L’ipotesi era stata ventilata nelle scorse settimane ed è stata sollecitata, in particolar modo dalla Spagna.
  • creare una riserva di gas europea pronta all’uso in caso di emergenza attraverso lo stoccaggio, da attuarsi con il contributo delle società di distribuzione. La soluzione potrebbe avvantaggiarsi dell’appoggio del presidente del Consiglio italiano Mario Draghi e al momento sarebbe anche la più probabile.

Come regolare l’aumento dei prezzi e cosa c’entra la Russia

La commissaria all’Energia Kadri Simson punta a “una riforma del mercato del gas”, in modo da rivedere “in quel contesto le questioni delle scorte e della sicurezza delle forniture”. Il problema, secondo il ministro dell’Economia Franco, sta nella sproporzione tra domanda e offerta, che avrebbe quindi innescato la dinamica ascendente del prezzo.

Sul banco degli imputati è finita anche la Russia, il principale fornitore di gas dell’Europa, accusata da più parti di far gioco sulle quotazioni per mettere sotto pressione i paesi a occidente. Il leader di Mosca Vladimir Putin ha però rispedito al mittente le accuse e i sospetti: “La Russia è un fornitore di gas affidabile per l’Asia e l’Europa – ha detto – e rispetta gli impegni in pieno. Gazprom – ha poi continuato – non ha mai rifiutato di aumentare le forniture di gas all’Europa, se richiesto”. L’attenzione, secondo Putin, dovrebbe piuttosto essere rivolta alla “politica dei contratti di breve termine”, che si sarebbe quindi “rivelata errata”.

Le mosse dello Zar hanno dimostrato di avere un forte impatto sui costi della preziosa materia prima. Qui ci si è chiesti se l’Ue non sia in effetti ostaggio della Russia.

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