Fondi extra di emergenza alla Protezione civile: dove andranno i soldi

Nel decreto Covid approvato dal Consiglio dei ministri il 17 marzo c'è anche una parte dedicata a importanti novità sulla Protezione civile: tutte le cifre

Nel decreto Covid approvato dal Consiglio dei ministri il 17 marzo c’è anche una parte dedicata a delle importanti relative alla sulla Protezione civile, informazione che tuttavia molti media hanno tralasciato, dando priorità alle nuove regole su mascherine, green pass, quarantene e altro (le nuove regole e le tutte le date della fine restrizioni le trovate qui).

Come cambia la Protezione civile per la gestione Covid

Come prima cosa, il decreto inoltre stabilisce novità per le strutture emergenziali:

  • Capo della Protezione civile: cessazione dei poteri emergenziali e attribuzione di poteri per gestire il rientro alla normalità
  • Commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica: è istituita un’unità per il completamento della campagna vaccinale e per l’adozione di altre misure di contrasto alla pandemia, che si coordinerà con il ministero della Salute. Dal 1° gennaio 2023 il ministero della Salute Roberto Speranza subentra nelle funzioni.

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I nuovi aiuti alle altre emergenze: dall’Ucraina all’Italia

La Protezione civile ottiene anche nuovi fondi per gestire emergenze varie, oltre al Covid, in primis le conseguenze della guerra in Ucraina. Vediamo nel dettaglio gli importi fissati dal governo Draghi nel decreto, e le relative destinazioni:

  • ulteriore stanziamento di 12 milioni di euro per la realizzazione degli interventi collegati alla guerra in Ucraina;
  • ulteriore stanziamento di 30 milioni di euro per la realizzazione degli interventi in relazione all’esigenza di assicurare soccorso e assistenza alla popolazione ucraina sul territorio nazionale (qui come aiutare i profughi in Italia);
  • ulteriore stanziamento di 173 milioni di euro per il proseguimento dell’attuazione dei primi interventi finalizzati al superamento della grave situazione determinatasi a seguito dei terremoti che a partire dal 24 agosto 2016 hanno colpito il territorio delle regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria;
  • proroga, per 12 mesi, dello stato di emergenza già deliberato in conseguenza degli eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni 2 e 3 ottobre 2020 in Valle d’Aosta, e più precisamente nel territorio dei comuni di: Cogne, Aymavilles, Gressoney-La Trinitè, Gressoney Saint-Jean, Gaby, Issime, Fontainemore, Lillianes, Perloz, Point-Saint Martin, Bard, Donnas, Hone, Champorcher e Pontboset,
  • proroga, per 12 mesi, dello stato di emergenza già deliberato in conseguenza degli eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni dal 2 al 5 ottobre 2020 nel territorio delle province di Bergamo, di Brescia, di Como, di Lecco, di Pavia, di Sondrio e di Varese;
  • proroga, per 12 mesi, dello stato di emergenza già deliberato in conseguenza degli eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni dal 20 al 23 novembre 2020 nel territorio della fascia ionica delle province di Cosenza e Crotone;
  • proroga, per 12 mesi, dello stato di emergenza già deliberato in conseguenza degli eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni dal 2 al 4 ottobre 2020 nella Provincia autonoma di Trento, e più precisamente nel territorio dei comuni di: Andalo, Arco, Bleggio Superiore, Bocenago, Borgo Lares, Bresimo, Caderzone Terme, Caldes, Carisolo, Cavenide, Cavinazza, Cis, Comano Terme, Commezzadura, Croviana, Dimaro Folgarida, Drena, Dro, Fiavè, Giustino, Ledro, Livo, Madruzzo, Malè, Massimeno, Mezzana, Molveno, Nago-Torbole, Ossana, Pelo, Pellizzano, Pelugo, Pinzolo, Strembo, Rabbi, Rumo, Tenno, Terzolas, Tione di Trento, Tre Ville, Vallelaghi, Vermiglio, Porte di Rendena, Riva del Garda, San Lorenzo Dorsino, Sella Giudicarie, Spiazzo e Stenico.