Estate salata: ecco quanto ci costeranno le vacanze al mare

Il Codacons lancia l'allarme sulle spese per ombrellone e lettino, ma non solo. I prezzi molto più alti rispetto al 2021 riguardano anche consumi e trasporti

La prima vera estate fuori dall’emergenza sanitaria legata alla pandemia Covid si preannuncia carissima per le tasche degli italiani. Andare al mare e affittare ombrelloni e lettini sarà infatti sempre più costoso. A lanciare l’allarme vacanze è il Codacons, che sottolinea la combinazione esplosiva dovuta al caro-bollette e all’inflazione galoppante (l’estate 2022 è messa a rischio anche dal caso traghetti).

Mare più salato rispetto all’anno scorso: gli aumenti

Il mare italiano sarà dunque più salato rispetto all’anno scorso. A partire dai servizi offerti dagli stabilimenti balneari, che in occasione dell’apertura della stagione estiva hanno apportato modifiche significative ai propri listini. Secondo l’associazione dei consumatori, i prezzi già alti subiranno ulteriori aumenti verso il periodo caldissimo (in tutti i sensi) di agosto (qui avevamo parlato dei rincari annunciati per l’estate 2022 e delle mete più costose).

In particolare, secondo il Codacons le tariffe giornaliere per ombrelloni, lettini e sdraio registrano incrementi medi del +4-5%, con punte del +10% rispetto allo scorso anno. Una situazione giustificata dai gestori con i costi maggiorati a loro carico. “I gestori dei lidi non riescono a sostenere gli aumenti dei costi energetici e il rialzo dei prezzi al dettaglio, e scaricano sui consumatori finali le maggiori spese a loro carico”, ha spiegato il presidente di Codacons, Carlo Rienzi.

A pesare sul portafogli dei vacanzieri saranno anche cibi e bevande acquistati presso i lidi, con rincari medi del +10% rispetto al 2021. Gli aumenti riguardano sia i ristoranti in spiaggia sia i classici chioschi, e saranno applicati anche ad acqua minerale, succhi di frutta, birre, gelati e persino il caffè.

Quanto costa una giornata in spiaggia? E un weekend?

Stando ai calcoli del Codacons, per affittare un ombrellone e due lettini durante il fine settimana, in uno stabilimento medio, si dovranno sborsare tra i 25 e i 30 euro al giorno. L’importo sale a 100 euro nelle strutture di livello superiore. Per l’abbonamento mensile le tariffe variano tra i 500 e i 700 euro, mentre per quello stagionale il prezzo oscilla tra i 1.500 e i 2.200 euro, a seconda delle zone e degli stabilimenti.

Il conto finale non potrà purtroppo prescindere dal caro carburanti. Per spostarsi dalla città al mare si spenderà molto di più, dato che la benzina costa circa il 14% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, mentre il gasolio segna addirittura un +26,5% (ecco quanto si risparmia con il taglio delle accise e perché il diesel costa più della benzina).

Se si prende in esame il costo di una singola giornata di mare, l’esborso appare ancora più pesante. Mettendo in conto tutte le voci citate – dai trasporti ai servizi in spiaggia e alle consumazioni – e aggiungendo le spese di parcheggio ed eventualmente biglietti di aerei e treni (anch’essi saliti di molto), una famiglia si troverà a spendere mediamente 97 euro. Parliamo di un incremento medio del +12% sul 2021. “Dopo gli aumenti delle tariffe praticati negli ultimi due anni dagli stabilimenti balneari e motivati dalle spese di sanificazione e distanziamento in spiaggia imposte dal Covid, è il turno del caro-bollette e dell’inflazione”, ha dichiarato ancora Rienzi.