La mossa di Draghi sulle armi: ma quanto spende davvero l’Italia?

L’attacco di Giuseppe Conte sui costi militari ha riacceso la polemica sui soldi investiti dall’Italia: ecco quanto valgono gli investimenti per la Difesa

Se dopo l’emergenza Covid e il caro bollette che sta mettendo in ginocchio milioni di italiani “scegliessimo investimenti massicci sulle spese militari, sarebbe una scelta ignobile”. Giuseppe Conte, per il suo affondo contro il governo di Mario Draghi, ha scelto il congresso dell’Anpi tenutosi nella giornata di giovedì 24 marzo.

Il suo “no” all’aumento dei costi per la Difesa – ribadito anche con un video postato sulle sue pagine social in occasione del voto dei militanti sulla sua leadership – lo va ripetendo da giorni a nome di tutto il Movimento, sottolineando che quei “fondi ingenti dovrebbero essere destinati ad aiutare famiglie ed imprese in difficoltà”. Ma la sua posizione (che ha già provocato forti tensioni nella maggioranza) non sembra affatto essere unanime nemmeno all’interno dei Cinque stelle.

Costi per la Difesa, tensioni nel Governo: ma quanto spende davvero l’Italia?

I suoi oppositori interni infatti fanno notare come lo stesso avvocato, nelle due esperienze da premier tra il 2018 e il 2021, abbia aumentato progressivamente la spesa per la Difesa, nel rispetto dell’accordo raggiunto e siglato tra i Paesi della Nato, che per tale voce si sono impegnati a raggiungere una spesa del 2% rispetto al proprio Prodotto interno lordo.

Nelle chat dei parlamentari pentastellati, gli anti Conte (capeggiati al ministro degli Esteri Luigi Di Maio) ricordano le cifre e le snocciolano nel dettaglio: nel 2019 l’ex premier stanziò oltre 21 miliardi di euro per i costi militari, mentre venne toccata quota 22,8 miliardi di euro nel 2020. Lo scorso anno infine la spesa italiana per la Difesa vide un ulteriore incremento, con oltre 24 miliardi di euro messi a bilancio. Per i prossimi dodici mesi però il dato andrà ulteriormente aggiornato verso l’alto, viste le informazioni diffuse dal dicastero: infatti, gli investimenti previsti nel 2022 saranno di 25,8 miliardi di euro.

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Spese militari, l’attacco di Conte e la risposta di Draghi

“Questo atteggiamento del capo politico è una contraddizione palese – racconta un ex membro dei governi contiani – e temo che voglia provare a monetizzare politicamente questa linea anti Draghi“. Su questo delicatissimo fronte, non filtrano commenti da parte del maggior competitor interno di Giuseppe Conte, ossia proprio quel Luigi Di Maio che ha fatto parte di entrambi i suoi esecutivi. La sua risposta è quella di essere rimasto saldamente al fianco del presidente del Consiglio durante i vertici dell’Alleanza atlantica e nel corso dei G7 a Bruxelles.

Lo stop minacciato dal leader 5 stelle all’aumento delle spese militari? “Ho ribadito la lealtà nei confronti della Nato, abbiamo questo impegno storico e continueremo a osservarlo” è stata la secca replica di Mario Draghi. Stavolta non è un distinguo tra partiti, perché in ballo c’è la tenuta del governo, specie a leggere l’altolà del Pd. Deborah Serracchiani, capogruppo dem alla Camera, ha commentato così rivolgendosi al leader M5S, che sul “no” alle spese per la Difesa potrebbe ricreare un asse con la Lega di Matteo Salvini: “In questo momento non puoi permetterti di creare difficoltà in un governo che sta affrontando dei passaggi delicatissimi”.