I dossier bollenti al tavolo del Governo dopo l’elezione di Mattarella

Tante le questioni aperte, dopo la rielezione di Sergio Mattarella il Governo sarà chiamato a prendere decisioni importantissime per il Paese

Un’elezione, o per meglio dire una rielezione, non priva di colpi di scena quella di Sergio Mattarella. Dopo ben sette sfogli il Parlamento è riuscito a trovare l’accordo su un nome, confermando per la seconda volta il suo mandato come Presidente della Repubblica (anche se i suoi piani erano diversi). Senso di dovere e condizioni eccezionali di emergenza, come spiegato da lui stesso, lo hanno spinto ad accettare. E, in effetti, così è: Mattarella si insedia al Quirinale in un momento delicato, tra riforme e interventi richiesti dall’Ue, le questioni rimaste aperte sono tante.

I dossier bollenti al tavolo del Governo dopo l’elezione del Presidente della Repubblica spaziano dalle pensioni al clima, e dovranno essere discussi mentre tra partiti e rappresentanti politici si preannunciano crisi e spaccature (qui, per esempio, vi abbiamo parlato di quello che sta succedendo all’interno del M5s).

I dossier bollenti al tavolo del Governo

Le questioni su cui l’Esecutivo di Draghi sarà chiamato a decidere nei prossimi mesi sono piuttosto delicate. Prima di tutto perché, come è ormai noto, ci avviciniamo sempre di più alla fine dello stato di emergenza (qui la data fissata), pertanto è necessario pensare concretamente alla ripresa post Covid. In secondo luogo, dalle prossime decisioni prese dipenderà la seconda tranche di aiuti da parte di Bruxelles, che ha gli occhi puntati sull’Italia dopo il caos politico – e non solo – che ha generato l’ultima tornata di elezioni per il Quirinale (qui gli effetti su Pil e finanza pubblica).

Essenzialmente, il Governo dovrà pronunciarsi (e agire) su tre distinti fronti, che inglobano al loro interno tutta una serie di misure – più o meno straordinarie – tutte al momento in discussione. Sarà necessario:

  • un piano chiaro e preciso che indichi il da farsi dopo il 31 marzo 2022, data che coincide ufficialmente con la fine dello stato di emergenza;
  • avviare la fase attuativa del PNRR, con tutte gli interventi necessari a mettere in pratica le azioni richieste e subordinate all’arrivo degli aiuti da parte dell’Europa;
  • dare il via a tutte le riforme più urgenti, che comprendono Fisco, lavoro, pensioni etc.

In questo contesto si inseriscono anche i vari giochi di potere e le prese di posizione tra maggioranza e opposizione, che bisognerà superare – sicuramente non tra pochi compromessi – per arrivare ad un accordo congiunto su più fronti.

Le prossime tappe

L’agenda del Presidente del Consiglio, quindi, sarà ricca di appuntamenti importanti a partire da febbraio 2022. Dopo l’elezione di Sergio Mattarella, infatti, si apre una nuova fase, con la discussione dei dossier più importanti (ma anche più bollenti) al tavolo del Governo.

Tra questi, l’argomento più urgente è sicuramente quello relativo al “caro bollette“. Pd e Lega per primi hanno fatto pressione per riaprire il dibattito sui fondi da trovare per contrastare il fenomeno e andare incontro alle famiglie più in difficoltà.

Il sette febbraio, inoltre, è stato fissato l’appuntamento per la valutazione della nuova riforma che interesserà il nuovo sistema previdenziale, a partire dalle pensioni. Entro il 10 aprile, infatti, l’obiettivo è quello di avere un piano chiaro e preciso che permetta di superare definitivamente la Legge Fornero e sia una valida alternativa a Quota 102 (in scadenza a fine anno).

Si inseriscono a gamba tesa sulla tabella di marcia anche i 45 nuovi obiettivi che l’Esecutivo si è impegnato a raggiungere dopo aver accettato gli aiuti del PNRR, che inaugureranno la stagione delle riforme riguardanti Fisco, Pubblica Amministrazione e transizione ecologica.

Sul fronte lavoro, infine, il Governo Draghi dovrà gestire un’altra patata bollente, ovvero quella delle vertenze aziendali rimaste aperte. Basti pensare che, con 79 tavoli di crisi e 117 aziende in amministrazione straordinari, migliaia di persone rischiano di perdere tutto. Solo a fine gennaio, per esempio, 1200 esuberi sono stati annunciati.