Decreto Aiuti, che fine farà se Draghi si dimette? Le novità e gli scenari

Il provvedimento, convertito in legge, interviene su diverse misure: dal Bonus 200 euro al bonus bollette, dal Reddito di cittadinanza al Superbonus 100%

Oltre che su economia, politica e società, la crisi del Governo Draghi rischia di produrre i suoi nefasti effetti anche su una serie di provvedimenti che stanno molto a cuore agli italiani (quanto costa l’addio di Draghi? La previsione sulle perdite). Tra questi spicca senza dubbio il Decreto Aiuti, convertito in legge con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale dopo che il Senato ha approvato la fiducia posta dall’esecutivo.

Cosa accadrà al Dl Aiuti se Draghi cade

Mercoledì sarà un giorno cruciale per stabilire se l’esecutivo delle “larghissime intese” guidato da Mario Draghi ha ancora basi sufficientemente solide per proseguire il suo cammino. La crisi è stata aperta con il non voto di fiducia del Movimento 5 Stelle al Senato proprio sul Decreto Aiuti. Quest’ultimo però non dovrebbe temere le eventuali dimissioni del premier, che continuerà comunque la sua azione politica per tutti i dossier e gli affari correnti fino a quando non si insedierà l’eventuale nuova squadra di governo.

A confermare che il provvedimento seguirà il suo corso è stato anche il ministro del Lavoro, Andrea Orlando. Facendo due calcoli veloci, nello scenario più “veloce” con elezioni a fine settembre, la formazione di un nuovo esecutivo potrà avvenire non prima di novembre.

Cosa prevede il Dl Aiuti e quali sono le novità

Tra le principali novità previste dal Dl Aiuti spiccano il Bonus 200 euro in arrivo a luglio, il bonus bollette, l’ampliamento della cessione del credito del Superbonus 100%, il colpo di scure sul Reddito di cittadinanza, la proroga per i navigator e l’aumento della tassa sugli extraprofitti delle aziende energetiche. In generale il provvedimento è stato disposto per venire in soccorso di famiglie, lavoratori e imprese oppressi dai rincari.

Bonus 200 euro

Partiamo dal capitolo forse più “letto” dagli italiani: il Bonus “una tantum” erogato a chi ha un reddito annuo non superiore ai 35mila euro, con lo scopo di contrastare l’aumento di prezzi ed energia. Per finanziarlo, sono stati stanziati 6 miliardi di euro, integrati da ulteriori risorse. Dal Ministero dell’Economia e delle Finanze fanno sapere che le ipotesi allo studio sono diverse, ancora tutte aperte. A partire dal versamento del sostegno nella busta paga di questo mese a oltre 30 milioni di italiani. Al momento la misura riguarda pensionati, lavoratori dipendenti e autonomi, co.co.co., lavoratori domestici e stagionali, disoccupati e beneficiari del Reddito di cittadinanza.

Bonus bollette

Il Decreto stabilisce anche la proroga del bonus sociale energia elettrica e gas fino al 31 agosto 2022. Si tratta della seconda estensione della misura, già adottata per il secondo trimestre 2022 e ora applicata anche al terzo. Regole e requisiti sono stati già stabiliti dal Decreto Energia: il valore ISEE per poter usufruire dell’aiuto di Stato è stato alzato a 12mila euro dagli 8mila previsti fino a marzo.

Reddito di cittadinanza

L’articolo 34-bis del provvedimento convertito in legge prevede che anche i datori di lavoro privati possano avanzare offerte di lavoro congrue direttamente ai beneficiari del Reddito di cittadinanza. Una prerogativa che prima era appannaggio soltanto dei centri per l’impiego. Le proposte dei privati rientreranno nel conteggio degli eventuali tre rifiuti che portano alla perdita del beneficio.

Superbonus

Ci sono novità anche per quanto riguarda la cessione del credito legata al Superbonus edilizio. Innanzitutto arriva la proroga di tre mesi, dal 30 giugno al 30 settembre 2022, del termine previsto per realizzare il 30% dei lavori sulle unità immobiliari dalle persone fisiche. Ma come si calcola questo 30%? Si deve fare riferimento all’intervento nel suo complesso, comprensivo anche dei lavori non agevolati dalla misura 100%. Per quanto riguarda invece la cessione del credito, l’articolo 14 del Decreto dispone che alle banche sia sempre consentita la cessione a favore dei clienti privati. Le nuove regole si applicano alle comunicazioni della prima cessione o dello sconto in fattura inviate all’Agenzia delle Entrate a partire dal 1° maggio 2022. Ma non è finita qui: fermo restando il limite massimo di 4 cessioni, viene però allargato il “raggio d’azione”. La quarta potrà infatti essere effettuata dalle banche a qualsiasi partita Iva diversa dal consumatore finale, quindi a chiunque svolga attività imprenditoriale, commerciale, artigianale o professionale. La norma ha effetto retroattivo, allo scopo di liberare i vecchi crediti “bloccati”.