Caro prezzi, di quanto sono aumentati i costi di caffè, latte, uova e zucchero

Di quando sono aumentati i prezzi di caffè, latte, uova e zucchero. E quali conseguenze avranno sui consumi?

La colazione al bar rischia di diventare un “lusso da ricchi“, con queste parole Assoutenti ha denunciato la continua tendenza al rialzo dei prezzi di caffè, latte, uova e zucchero che, come è stato spiegato, inevitabilmente finiranno con influenzare anche i costi di molti altri servizi, come appunto quelli della ristorazione.

Un’ulteriore stangata in arrivo per il settore, già fortemente provato dopo la pandemia.

Quanto sono aumentati i prezzi caffè, latte, uova e zucchero

“Ogni giorno 5,5 milioni di italiani fanno colazione nei bar dislocati sul territorio, un appuntamento irrinunciabile che sia un caffè veloce al banco o una brioche consumata seduti al tavolo. Una abitudine che, tuttavia, potrebbe subire a breve pesanti modifiche a causa dei rincari dei listini all’orizzonte. Il costo delle materie prime degli alimentari che compongono i prodotti consumati durante la colazione ha infatti raggiunto i livelli più alti degli ultimi 10 anni“, ha dichiarato in una nota il presidente di Assoutenti, Furio Truzzi.

Ma di quanto sono aumentati i prezzi delle materie prime?

Concentrandoci su quelle oggetto di analisi e osservazione da parte dell’associazione, è emerso che da inizio anno le quotazioni del caffè sono aumentate dell’80% e quelle del latte del 60%.

Lo zucchero ha registrato invece un aumento del +30%, le uova del +26% e il cacao del +20%.

Non solo materie prime, anche il costo delle bollette continua ad aumentare

All’aumento dei prezzi delle materie prime, che probabilmente raggiungerà il picco a Natale (qui le stime) si devono poi aggiungere i rincari delle bollette di luce e gas, che si è iniziato a registrare già da ottobre. Esercenti, commercianti e imprenditori – dopo la crisi scatenata dal Coronavirus – potrebbero ora dover fare i conti con un’ulteriore emergenza.

I bonus sociali previsti per ammortizzare il costo delle bollette (di cui vi abbiamo parlato qui) sono destinati infatti a determinate categorie di soggetti, mentre i bonus Covid probabilmente saranno i primi a scomparire a partire dal prossimo anno. Nella bozza della legge di bilancio, infatti, non si parla di contributi a fondo perduto nel lungo periodo (qui l’elenco degli interventi principali). Ci sono però misure per ridurre le tasse, altre destinate alla crescita e ripresa post pandemia, ma per il testo definitivo dobbiamo ancora aspettare. Intanto, però, i prezzi continuano a salire.

Caro prezzi, quali le conseguenze per i consumatori finali

Questa tendenza al rialzo dei prezzi delle materie prime, inevitabilmente, finirà con influenzare anche il costo dei servizi offerti ai consumatori finali. Stipendi e retribuzioni, però, rimangono sempre gli stessi, con un Italia che fatica a mantenere il passo con le principali Potenze europee.

Questa situazione, ha affermato il presidente di Assoutenti “porterà inevitabilmente a rincari per le tasche dei consumatori, con i maggiori costi di materie prime ed energia che verranno scaricati sui listini al dettaglio. La classica colazione con cappuccino e cornetto consumata al bar potrebbe passare da una media di 2,4 euro attuali al record di 3,4 euro come conseguenza dei rincari di latte, caffè, zucchero, farine, burro, ecc., con un aumento del +41,6%. Per la classica tazzina di caffè espresso, invece, i listini potrebbero passare dagli attuali 1,09 euro a 1,50 euro, con un aumento del +37,6%. Un ‘caro-colazione’ che modificherebbe fortemente le abitudini dei consumatori, portando un numero crescente di cittadini a rinunciare all’appuntamento quotidiano col bar”.

Un meccanismo questo che, di fatto, potrebbe estendersi ad ogni settore e servizio, fino a limitare le possibilità di spesa ma anche di guadagno.

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